«Condannate il vicesindaco di Ferrara a due anni e otto mesi»
Per il pm Ciro Savino è confermata la concussione a danno del dipendente Cidas, che chiede 20mila euro di danni morali. La difesa ha contestato la rilevanza penale delle mail. La sentenza rinviata al 16 febbraio
Ferrara Due anni e otto mesi di reclusione per il reato di concussione richiesti dal pm Ciro Alberto Savino, con una richiesta di provvisionale di 20mila euro per danni morali subiti dal dipendente Cidas, Daniel Servelli, difeso dall’avvocato Gaia Fabrizia Righi. Queste le richieste rispettivamente della pubblica accusa e della parte civile al processo per il caso Cidas che vede imputato il vicesindaco Nicola Lodi. La difesa di Lodi, composta da Carlo Bergamasco e Ciriaco Minichiello, ha invece sostenuto che il fatto non sussiste, non essendo penalmente rilevante: insomma, le mail con le quali il vicesindaco chiedeva al presidente della Cidas d’intervenire sul suo dipendente che lo prendeva di mira sui social, ricordando i rapporti in essere tra il Comune e la coop, non avrebbero integrato il reato di concussione, al di là delle conseguenze prodotte.
Il giudice Danilo Russo, dopo oltre quattro ore di dibattimento, ha deciso di rinviare al 16 febbraio per le repliche e la sentenza. Va ricordato che in caso di condanna, sulla base della Legge Severino, Lodi decadrebbe automaticamente dalle cariche in Comune: nel corridoio del tribunale sono rimasti in attesa dell’esito dell’udienza diversi assessori e consiglieri comunali della maggioranza.
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