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Uno strascico del caso Aldrovandi

Ferrara, anche Chef Rubio a processo per diffamazione

Ferrara, anche Chef Rubio a processo per diffamazione

Il Comune mise cassonetti in via Ippodromo davanti al luogo in cui morì il giovane nel settembre 2005: da qui le offese al Sap e alla Polizia e ai 4 agenti condannati per la sua morte. Processo trasferito per competenza a Velletri (Roma)

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Ferrara Questa volta la diffamazione ha viaggiato su Twitter: a processo a Ferrara Chef Rubio, personaggio televisivo,per aver commentato i cassonetti dei rifiuti posizionati davanti al luogo in cui morì Federico Aldrovandi, nel settembre del 2005, in via Ippodromo, in città. Intestò il tweet al Comune di Ferrara, poi se la prese coi 4 poliziotti che lo uccisero, la Polizia, il sindacato Sap: «Caro Comune di Ferrara, anche se avete messo l’installazione “la Monnezza” proprio a denunciare che chi uccise un ragazzino inerme furono 4 maiali della @Poliziadistato di Ferrara (@sindacato–Sap ancora in servizio) potreste far spostare i cassonetti? Grazie #Aldrovive#Ovunque».

Il segretario del Sap, Stefano Paoloni, lo ha querelato e ieri mattina davanti al giudice Inghilleri, prima udienza e prime eccezioni, con la dicussione tra le parti. Accolta l’eccezione fondamentale sollevata dal difensore di Chef Rubio, avvocato Anselmo, per l’incompetenza di Ferrara. Così il giudice ha trasferito il processo al tribunale di Velletri (Chef Rubio è redidente a Frascati, Roma) ed ha accolto la costituzione di parte civile del Sap, con l’avvocato Ricciuti. l

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