Pronto soccorso a Cona, l’emergenza continua
Disagi, sovraffollamento e attese eterne ancora all’ordine del giorno
Ferrara Non è bastato l’intervento della “influencer” e il comunicato del presidente della Regione Stefano Bonaccini per migliorare la grave situazione del Pronto soccorso di Cona. È sufficiente varcare la porta del settore 3 D 0 per rendersi conto di quanto sia sovraffollato il reparto di emergenza, dove ogni giorno moltissimi cittadini si rivolgono per trovare risposte a vari problemi sanitari e dove spesso si rimane in attesa per ore e giorni in attesa di un posto letto. Va sottolineato che le emergenze gravi, i cosiddetti “codici rossi”, vengono immediatamente prese in carico dal personale presente e quindi la gestione del servizio è impostata secondo le direttive impartite del ministro della salute, le quali prevedono in fase di accoglienza l’attribuzione di un codice colore sulla base della effettiva gravità della situazione.
Sulle lunghe attese intervengono con una nota Natale Vitali, Kevin Ponzuoli e Leonardo Uba, segretari del settore funzione pubblica di Cgil-Cisl e Uil: «Mai più attese così lunghe si legge sul giornale come dichiarazione di Stefano Bonaccini a seguito della lamentela (legittima) di un “influencer” che lamentava l’attesa di 36 ore della nonna al Pronto Soccorso. Il presidente della regione Emilia Romagna si interessa finalmente alla situazione tragica del pronto soccorso del nostro territorio - proseguono i sindacati - peccato che l’abbia fatto solo perché un “influencer” abbia pubblicato una storia su Instagram, e non perché come Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, coadiuvati da centinaia di lavoratori, da almeno 12 mesi lamentiamo una situazione di grave emergenza di organico e di tempi di attesa infiniti a causa di un numero di accessi sbilanciato rispetto al resto della provincia».
Effettivamente i dati raccolti attraverso il sito Ferrarasalute, non fanno che confermare l’elevato numero dei “pazienti in trattamento”, in particolare per i cosidetti “boarding”, ovvero persone in carico al pronto soccorso che stazionano su una barella in attesa di un posto letto. Alle 12 di lunedì scorso all’interno del Ps vi erano 23 pazienti in attesa e ben 53 in trattamento, mentre alle 21 dello stesso giorno 38 in attesa e 35 in trattamento. Numeri simili alle ore 13 dell’altro ieri (25 in attesa e 55 in trattamento), con la punta record di ieri alle 17,30 di 64 persone in trattamento (25 “solamente” in attesa).
«La rete di Emergenza Urgenza - proseguono i sindacati - va riorganizzata in tutta la regione senza territori di serie a o di serie B. Speriamo di passare presto dai proclami ad un piano condiviso innanzitutto con i professionisti: coloro che conoscono i problemi del quotidiano e sanno proporre soluzioni».
Soluzioni ch tardano ad arrivare, causando criticità per il personale che vi opera e gravi disagi all’utenza.l
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