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Verso il processo

La perizia sullo stadio: «Gravi errori nei lavori»

La perizia sullo stadio: «Gravi errori nei lavori»

L'inchiesta sul Mazza. Depositata la relazione del superesperto che però conferma la sicurezza sulle strutture

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Ferrara Errori di progettazione e costruzione, e anche gravi nella esecuzione dei lavori allo stadio Paolo Mazza. Ma la sicurezza delle strutture non è messa in discussione, e soprattutto viene riconosciuto che i collaudi eseguiti sulle Curva est e Gradinata Nord dai tecnici dopo la fine lavori, e quelli realizzati dalla procura dopo il primo sequestro, non si scostano di tanto, e pertanto non vi sarebbe state falsificazioni nei risultati. Quasi tre anni dopo il boom dell’inchiesta sulla stadio Paolo Mazza, sui lavori eseguiti per adeguarlo alla serie A, il perito Bernardino Chiaia mette punti fermi sulla conclusione dell’inchiesta con la relazione depositata della sua perizia svolta in incidente probatorio, superpartes.

Perizia che a grandi linee conferma le criticità tecniche già emerse: ad esempio, gli errori di costruzione ed esecuzione che vennero rilevati dai tecnici della procura (gli ingegneri Pellegrino e Organte) sono stati riconosciuti, in parte, nella lunga e articolata relazione tecnica. Su un punto il perito concorda con l’intervento fatto dalla Spal di mister Tacopina che grazie al progetto del proprio tecnico, l’ingegner Calvi, arrivò a correggere le non conformità rilevate, lavori che portarono la Spal a spendere 600mila euro in più di tasca propria: intervento indispensabile, necessario. E che non avrebbe nemmeno sanato tutti gli errori commessi. Conformità tuttavia che vengono “assolte” dal perito, in parte, poiché Chiaia spiega che «la maggior parte di queste non conformità possono ricondursi alle dinamiche di un cantiere impegnativo, gestito forse con procedure non adeguate alla complessità e importanza dell’opera e alle caratteristiche dei particolari costruttivi legati all’acciaio». Ma su un punto Chiaia è critico, in modo durissimo: le “imbottiture nei diagonali delle reticolari” che tengono le coperture sono assenti come aveva segnalato Pellegrino: «Ciò - spiega Chaia – avrebbe richiesto da parte della direzione dei lavori (che viene bocciata in toto nella perizia, ndr) un intervento chiaro che non è segnalato in nessun documento ufficiale reperito e che si traduce in una non conformità con pregiudizio della sicurezza statica». Criticità dunque, che ora dovranno essere tradotte dalla procura -pm Cavallo - per valutare la posizione dei 9 indagati (tecnici e costruttori). In merito alla frode ad esempio, la procura si concentra sulla spesa della Spal di Tacopina (che corresse errori che prima non si vollero ammettere) poiché danno evidente per i lavori eseguiti non in modo adeguato: gli avvocati però già da ora in attesa della discussione della perizia fissata al prossimo 19 dicembre, contestano l’accusa di frode, questa presuppone un dolo, una volontà. Ciò che emerge, alla fine di tutto, è invece la galleria degli errori dalla progettazione alla esecuzione per un cantiere, come dice il perito, che si sarebbe dovuto gestire con procedure adeguate alla sua complessità. Ma nel cantiere si doveva solo fare in fretta e subito: per il grande ritorno in serie A della Spal. l

Daniele Predieri

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