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Ferrara, caso Brufen: la richiesta c’è ma mancano offerta e reperibilità

Giovanna Corrieri
Ferrara, caso Brufen: la richiesta c’è ma mancano offerta e reperibilità

Menegatti (Federfarma): poche le alternative

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Ferrara È solo l’ultimo di una serie (a singhiozzo arrivavano già in estate Lasix o il Gaviscon) ma anche a Ferrara, come conferma Stefania Menegatti (presidente provinciale di Federfarma), il Brufen non si trova più da un po’ nelle farmacie. E pensare che si tratta di un analgesico e antinfiammatorio utile per il trattamento di dolori muscolari, raffreddore, febbre, mal di testa o mal di denti. Il farmaco e il principio attivo, l’ibuprofene, sono molto usati contro i sintomi dell’infezione da Covid; senza considerare che la grande difficoltà di approvvigionamento delle materie prime ha colpito anche la sanità, come si è già visto negli scorsi mesi.

La conseguenza è inevitabile: chi in questi giorni si reca nelle farmacie, anche ferraresi appunto, alla ricerca del Brufen, si porta a casa al massimo un suo sostituto, un farmaco cioè che abbia lo stesso principio attivo, come il Moment per esempio. «Sta diventando una reale difficoltà per tutti – racconta la presidente di Federfarma Ferrara – è davvero complicato lavorare in queste condizioni, nonostante tutti i colleghi si adoperino sempre per trovare delle alternative e non dare discontinuità alle terapie. Le aziende non smettono di produrre ma c’è uno scarto fra i cicli produttivi e la permanenza sul mercato dei farmaci, e la richiesta è più alta dell’offerta. Probabilmente ora siamo alla fine di un ciclo produttivo, il principio attivo manca da un po’ e appena ritorna finisce subito vista la grande richiesta. Anche gli ordini diretti fatti alle ditte arrivano molto lentamente. C’è da dire che si tratta di uno dei principi attivi più usati durante il Covid e ora ci sono le difficoltà di approvvigionamento che tutti conosciamo e che hanno colpito tutti i settori ma anche l’ambito sanitario, quello farmaceutico». Le soluzioni sono poche, bisogna inevitabilmente andare alla ricerca di possibili alternative, e fra queste ci sono tutti i farmaci possibili senza obbligo di prescrizione e farmaci a base di ibrupofene. Anche se non è proprio la stessa cosa «può essere un’alternativa momentanea – dice ancora la presidente provinciale di Federfarma – sempre finché non mancheranno anche quelli». Sono diversi i principi attivi che stentano infatti ad arrivare, «in questo momento manca tutto e niente – precisa Menegati – ci sono diverse difficoltà con l’approvvigionamento delle materie prime e qualche farmaco ogni tanto è indisponibile temporaneamente». In questi casi speso la soluzione delle farmacie è il contingentamento, con un numero massimo di pezzi acquistabili. l

Giovanna Corrieri

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