Codigoro, paese in lutto per Garbe: «Avevano cambiato strada»
La morte di Garbellini legata al destino: la statale Luigia era chiusa. Intanto migliorano le condizioni degli amici coinvolti nel tragico incidente
Codigoro Migliorano le condizioni generali di Tommaso Finessi, l’attaccante 28enne della Nus Codigorese e del compagno di squadra, il centrocampista 19enne Federico Di Maso, coinvolti nell’incidente stradale, in cui, giovedì sera, a Migliaro, ha perso la vita il loro amico, il terzino 27enne, Stefano Garbellini.
Tommaso Finessi, che al momento del tragico schianto, occupava il sedile del passeggero anteriore della Fiat Puma guidata da Garbellini, è stato trasferito ieri mattina dalla Terapia intensiva dell’ospedale di Cona al reparto di Chirurgia d’urgenza. Federico di Maso resta ricoverato in rianimazione, ma è stato risvegliato dal coma farmacologico e si sta lentamente riprendendo, dopo aver subito tre interventi chirurgici. Nicola Finetti, il 20enne di Massa Fiscaglia, che guidava l’altra auto, una BMW 320, è ricoverato nel reparto di Chirurgia del trauma dell’ospedale Maggiore di Bologna. «Facciamo il tifo per Tommaso e per Federico, ma il nostro umore è a terra – tiene a precisare Lamberto Ruffoni, il mister della Nus Codigorese – perché Stefano non è più con noi. Domenica 11 dovremo tornare in campo ed incontreremo l’Ambrogio, mentre il recupero della partita di oggi (ieri; ndr) è già previsto per le 20.30 di mercoledì 14 dicembre, fuori casa, contro la Dogatese. Ora c’è da lavorare tanto, soprattutto a livello psicologico».
La sera in cui si è verificato il drammatico schianto Stefano, affettuosamente chiamato “Garbe”, Tommaso e Federico stavano rientrando a Ferrara, dopo l’allenamento settimanale al campo sportivo di Codigoro. Un caso fortuito, ossia la chiusura, per lavori, di un tratto della strada provinciale 32 (la così detta Luigia), aveva costretto i tre amici ad un percorso alternativo, percorso durante il quale, all’altezza di Migliaro, si è consumata la tragedia.
I ragazzi della Codigorese scenderanno in campo con il lutto al braccio, ma ancora non è stato deciso quale sarà il giocatore che dovrà vestire quel numero “3” della maglia portata, da Stefano “Garbe” Garbellini.
«Tanti possono sostituirlo – spiega il mister, Lamberto Ruffoni -, ma bisognerà valutare chi è più in forma. Bisogna andare avanti, purtroppo anche senza Stefano». La maglia numero 3, il borsone, le scarpe e tante foto, fuori e dentro al campo. «Lui sarà il nostro stimolo, la nostra forza in più, il dodicesimo uomo in campo. Non dobbiamo buttarci giù». Il commosso, ma risoluto appello dell’allenatore della Nus Codigorese è rivolto a tutti i suoi ragazzi e a se stesso, per buttare il cuore oltre gli ostacoli e giocare ogni partita nel ricordo di Garbe.l
Katia Romagnoli
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