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L’episodio

Portomaggiore, tre intossicati dal monossido

Annarita Bova
Portomaggiore, tre intossicati dal monossido

Il malfunzionamento della caldaia di casa sarebbe potuto essere fatale. A dare l’allarme una quarta persona. Sul posto 118, vigili del fuoco e carabinieri

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Portomaggiore Tre persone intossicate dal monossido di carbonio: paura domenica sera in una casa nella prima periferia di Portomaggiore. Si tratta di tre uomini, tutti di origini pakistane, che si trovano ricoverati a Ravenna dove sono stati portati per i trattamenti del caso nella camera iperbarica.

L’abitazione si trova in via Motta Vegrazzi, a poche centinaia di metri dalla ferramenta. La telefonata è arrivata al 118 attorno alle 23.30, quando uno dei residenti si è reso conto che i suoi coinquilini stavano male, con forti giramenti di testa e perdita dei sensi. Arrivati sul posto, i sanitari si sono subito resi conto della situazione ed hanno chiamato i vigili del fuoco, partiti da Portomaggiore, e i carabinieri che sono arrivati da Migliarino.

Immediatamente sono state spalancate porte e finestre e i tre uomini portati all’ospedale Sant’Anna di Cona. Il loro stato di salute, grazie anche alla prontezza dell’amico che ha chiesto l’intervento dei medici, non ha destato particolare preoccupazione, ma comunque per precauzione i medici hanno deciso di trasferirli al Centro iperbarico a Ravenna.

Intanto i vigili del fuoco e i carabinieri hanno effettuato subito una serie di rilievi, per capire l’origine della perdita del gas, mettendo momentaneamente l’immobile sotto sequestro. Le prime indagini hanno portato a rilevare un malfunzionamento della caldaia che è stata quindi staccata.

Le forze dell’ordine stanno adesso cercando di rintracciare i proprietari dell’immobile per eventuali responsabilità e bisognerà anche capire se sia stata fatta o meno la manutenzione ordinaria dell’impianto con anche il controllo dei fumi. Verifiche in corso anche sul contratto di affitto, sulla agibilità della abitazione e sulla regolarità degli impianti. Il monossido di carbonio è un gas estremamente tossico per l’organismo umano.

Essendo inodore, incolore, insapore e non irritante è praticamente impercettibile, pertanto risulta particolarmente subdolo e pericoloso. I sintomi più comuni dell’avvelenamento da sono mal di testa, vertigini, debolezza, nausea, vomito, dolori al petto e stato confusionale, gli stessi che sono stati avvertiti dalle tre persone domenica sera. Non è dato sapere quanto dovranno stare ancor a in ospedale, dipende da in che modo e con quale velocità l’organismo risponderà alle cure. l

Annarita Bova

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