Nazioni e Pomposa sono più protette: la sabbia di sicurezza viene dal largo
Terminato il ripascimento. Priolo: «Tecniche innovative e lavoro di squadra»
Lido di Pomposa Anche la prossima stagione balneare, in particolare per i gestori dei Bagni, è salva. Ieri è terminato il mega ripascimento: 150mila metri cubi di sabbia dragata da altre zone e “depositata” tra Lido di Pomposa e Lido delle Nazioni nei tratti di spiaggia più poveri. Sabbia che è stata anche prelevata da depositi sottomarini attraverso l’impiego di due draghe. Una modalità innovativa, che ha permesso di trasferire sedimenti di ottima qualità e in quantità giornaliere particolarmente elevate (fino a 6mila metri cubi) . La posa della sabbia ha riguardato 8 tratti, tutti nel territorio comunale di Comacchio, soggetti a erosione, subsidenza e rischio di ingressione marina.
È l’ultimo atto del Progettone 4 che, in un anno e mezzo, ha interessato 15 chilometri di litorale emiliano-romagnolo tra le province di Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna e Ferrara.
Ieri a illustrare l’intervento è arrivata la vicepresidente della Giunta regionale Irene Priolo, che ha anche delega a Sicurezza e Protezione civile: «Quest’ultima parte del Progettone – ha detto la numero 2 della Regione al Bagno Pomposa di Nicola Bocchimpani – ha visto la realizzazione di opere molto importanti per un territorio particolarmente delicato. Nonostante i lavori siano stati sospesi per una decina di giorni a causa delle condizioni meteo avverse, il cantiere è terminato nei tempi previsti, prima dell’inizio della stagione balneare. Ciò è merito delle modalità innovative con cui si è lavorato, con l’impiego di un sistema di 2 draghe per far raggiungere la sabbia prelevata direttamente sull’arenile, e della grande capacità di fare rete dimostrata da tutte le istituzioni coinvolte: oltre alla Regione, il Comune, la Capitaneria di porto e l’Ente Parco. Ciascuno – ha concluso la Priolo – ha lavorato per accelerare le procedure permettendo di realizzare un’opera fondamentale sia per la sicurezza del territorio che per il turismo e l’economia blu di questo tratto di costa».
I lavori Si è partiti da nord, dal Lido delle Nazioni, per proseguire verso sud in direzione Lido di Pomposa. Quattro le draghe utilizzate negli 8 tratti interessati dalle operazioni di ripascimento – le 2 draghe sono state difatti raddoppiate nei momenti in cui serviva un’accelerazione dei lavori –, 3 chilometri e mezzo di costa ferrarese dove sono stati trasportati 150mila metri cubi di sabbia. Sabbia che è stata prelevata in due distinte aree davanti al Lido degli Estensi. Una volta caricata dalle draghe la sabbia è stata trasportata in spiaggia attraverso tubi mobili in grado di superare le scogliere senza interferire con i fondali. Ridotto anche l’uso di mezzi meccanici (solo 2 escavatori) con spostamenti limitati per interferire al minimo con la viabilità pubblica e le utenze. Non è stata sottovalutata nemmeno la considerazione che le aree interessate dall’intervento si trovano all’interno del Parco del Delta del Po (una realtà di 54mila ettari, con ambienti ricchi di biodiversità, dalle aree umide alle pinete e ai boschi, dalle acque salmastre a quelle dolci) e coinvolgono anche 2 siti della Rete Natura 2000: il Bosco di Volano presso il Lido delle Nazioni a sud della foce del Po di Volano, e le Dune di San Giuseppe tra Lido delle Nazioni e Lido di Pomposa.
Il futuro Le economie che sono derivate dai ribassi d’asta della gara – pari a circa 350mila euro – saranno riutilizzate in autunno per portare altri 15mila metri cubi di sabbia nei tratti di costa più soggetti all’erosione, in modo da rendere ancora più efficace l’opera degli argini invernali e proteggere le aree più critiche. l
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