Ferrara, Mantovani: «Io, i Lost Weekend e quel disco per il Boss»
I ferraresi Lost Weekend incisero “Highway Patrolman” nell’album “For You”. Mantovani: «Nei momenti difficili Bruce Springsteen mi ha aiutato a credere»
i Samuele Govoni
Ferrara «Il mio disco del cuore è Darkness on the Edge of Town, non ho più sentito un album così». Matteo Maria Mantovani, chitarrista ferrarese ed ex membro dei Lost Weekend, è legato a doppio filo con la musica del Boss. «Lo vidi per la prima volta nel 1988 al Flaminio di Roma durante il tour di Tunnel of Love ma già lo ascoltavo da tempo. Se mi avessero detto che qualche anno dopo avrei inciso una sua canzone non ci avrei creduto». E invece è successo davvero. Siamo a metà anni Novanta ed Ermanno Labianca, giornalista romano con il cuore oltreoceano e una grande passione per il Boss, si mette in testa di realizzare un disco tributo a Bruce Springsteen.
For You Insieme a Ernesto De Pascale coinvolge diversi artisti e tra Luca Barbarossa, Rossana Casale e altri nomi della scena italiana ci sono anche loro, i Lost Weekend. «Ci vide suonare una sera ai Giardini sonori a Pontelagoscuro e ci volle nel progetto. Eravamo entusiasti. Per noi – dice Mantovani – Springsteen era un faro e poi lavorare ad un progetto di questa portata era una grande cosa». Il progetto va in porto ed esce For You: a tribute to Bruce Springsteen, album di 17 brani pubblicato nel 1995 da Sony Music. La band ferrarese incise Highway Patrolman, brano leggendario contenuto in Nebraska da cui Sean Penn trasse Indian Runner (in italiano Lupo solitario), il suo primo film da regista.
Sogni «In studio lavorammo insieme a Jim Ball, tecnico che nel corso della carriera ha collaborato con veri e propri miti come John Lennon, Aerosmith e Bob Dylan; per noi praticamente un sogno». Alla pubblicazione segue anche un piccolo tour e i Lost Weekend insieme a tutta la banda portano in giro brani come Tougher Than the Rest, I’m on Fire, kitty’s Back, No Surrender e, appunto, la “ferrarese” Highway Patrol Man. «Una sera suonammo in un locale a Roma, nel quartiere Testaccio, che momento!».
Al suo fianco ci sono Paolo Roncati (chitarra e voce), Diego Livatino (basso) e Stefano Leonetti (batteria). «La sua musica – racconta – mi ha aiutato a credere qualcosa nei momenti di difficoltà. E non è poco, anzi, è una cosa che capita raramente nella vita». Poi il musicista aggiunge: «Springsteen è rimasto un uomo normale, ha continuato a cantare della gente comune e attraverso i suoi testi ci ha fatto capire quanto è importante credere nei sogni». l
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