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Forza Italia, iscritti di Ferrara delusi: «La base non è coinvolta»

Forza Italia, iscritti di Ferrara delusi: «La base non è coinvolta»

Doppia protesta e critiche per Comacchio e per il provinciale: «Mari e Fornasinidovrebbero dimettersi»

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Ferrara La protesta parte da Comacchio, ma si estende anche in militanti e simpatizzanti di provincia. Motivo del malessere un certo immobilismo del coordinamento provinciale di Forza Italia.

A scrivere un documento (che porta alcune decine di firme) sono per l’appunto tesserati e sostenitori del partito di Berlusconi. In prima battuta ci sono i comacchiesi, tanto che il documento inizia con un “Basta basta basta, gli attivisti iscritti storici del partito Forza Italia a Comacchio non ci stanno. Siamo stanchi di essere sempre all’oscuro di ciò che succede dentro il municipio. Oramai sono 2 anni e 8 mesi, ben 970 giorni circa, che il centrodestra a Comacchio ha vinto le elezioni comunali di Comacchio, noi attivisti iscritti da sempre in Forza Italia abbiamo lasciato tempo affinché il nostro portavoce, l’assessore Emanuele Mari, prendesse atto e si instaurasse nelle sue funzioni di amministratore ma, prima con il caso di estromissione dell’assessore di Fratelli d’Italia (Bergonzi; ndr). Mari ha dichiarato di essere all’oscuro delle frizioni che vi erano da mesi con il nostro consigliere Giuseppe Gelli, e per questa sua dichiarazione pubblica - e non veritiera - veniva quindi sfiduciato dal partito di Comacchio. Ma Mari non solo non ha mollato la rappresentanza, anzi si è chiuso a riccio e arroccato nella sua comfort zone: non indice riunioni, confronti o discussioni con la base che lo ha votato e che lo ha sostenuto in campagna elettorale».

Secondo questi iscritti e simpatizzanti, però, il problema è provinciale: «E il portavoce provinciale, Matteo Fornasini, fa altrettanto e a parte le poche persone a lui vicine, non condivide e non coinvolge per le ordinarie attività di partito. Insomma, Forza Italia a Ferrara e provincia è immobile e sorda alle reiterate richieste di condivisione degli attivisti iscritti e simpatizzanti. Non vorremmo che ciò portasse a una frattura, quindi avendole provate ormai tutte, ora non resta che aprire le porte e fare aria per togliere “incrostazioni” stantie di immobilismo che poi potrebbero portare al mal pensare».

Per il gruppo c’è «mala gestione di un partito liberale che, forte degli insegnamenti del suo presidente Silvio Berlusconi, ha sempre invece professato e attuato il dialogo interno oltre che esterno».

Il nodo Ultimo caso il maxi progetto edilizio relativo a Porto Garibaldi: «Per un tema così delicato e importante noi non ci stiamo a essere gli unici non informati sulla tematica discussa e presentata peraltro alla popolazione nel recente incontro di Legambiente. Noi attivisti che cosa dovremmo rispondere ai nostri sostenitori, tesserati e simpatizzanti che ci chiedono informazioni in merito? E, ancora, che figura ci facciamo cadendo dalle nuvole perché chi dovrebbe fare il portavoce è troppo arricciato per rispondere e condividere con il suo partito? Se Mari a Comacchio e Fornasini in provincia non hanno tempo per seguire la regolare attività di partito, allora è il momento di dimettersi e lascino tale attività a chi ritiene il loro comportamento inqualificabile». l

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