Ferrara, scia di sangue con il machete
Condannato Felix Tuesday, “norseman”del clan mafioso degli Arobaga/Vikings Risse e aggressioni: era la mattanza tra bande nell’estate 2018 tra vie Cassoli e Modena
Ferrara Gli abitanti di via Modena, nei pressi del locale DVerso, ricordano ancora le scie di sangue, dopo gli agguati davanti al locale tra bande, con machete e tanto altro. Anche in città, i ferraresi di via Cassoli rammentano risse e liti tra ragazzi, le urla e ancora sangue, tanto sangue. Poi i ferraresi hanno capito il perché di quelle mattanze con armi rudimentali, roncole e machete anche di 50 centimetri per tagliare, ferire e tentare di uccidere. Tutto accadeva solo 5 anni fa, estate 2018, tra giugno e fine luglio, quando – allora – con l’agguato di via Morata, di 7 affiliati Arobaga contro il capo del clan rivale, Eye cui fracassarono la testa, fu l’inizio della fine. Dei clan nigeriani, oggi ritenuti mafiosi e per questo sotto processo con l’aggravante della mafia nigeriana.
Ieri per due di quelle risse e scie di sangue, era imputato uno dei tanti nigeriani, un nome ricorrente in tutte le indagini sulla criminalità nigeriana. Eccolo Felix Tuedsay, 30 anni, veterano dello spaccio di droga e ritenuto secondo la gerarchia del clan, un “norseman”, spacciatore di medio livello, anche se al processo per mafia al clan Arobaga di cui fa parte ha sempre riferito di essere un pusher di basso profilo, autonomo, slegato da tutti e tutto. E allora, perché l’11 giugno e il 28 giugno, tra via Cassoli e via Modena, era sempre presente ai regolamenti di conti tra bande, armato di machete?
Ieri il giudice Baldelli lo ha condannato alla pena di 1 anno per lesioni gravi al rivale e 8 mesi per quel machete (che vedete in fotografia) lungo 52 centimetri di cui 25 di lama, come riporta il capo di imputazione. Con questa arma ferì gravemente il rivale Ighagbon Abel, del clan opposto degli Eye (tutto questo è emerso al grande processo per la mafia nigeriana di cui si attende la sentenza): in quello scontro, Abel riportò trauma cranico e ferite lacero-contuse varie, 30 giorni di prognosi, lesioni gravi. Felix era accusato di questo assieme ad un altro Peter Ikekhma che come ribadito dal suo legale, l’avvocato Mariella Cicorella, era estraneo ai fatti, solo presente, non fece nulla ed è stato assolto. Altro imputato uno dei tanti nigeriani “famosi”, Prince Onolunsen irreperibile che la sera del 28 giugno del 2018 era – per l’accusa – in via Modena. Per lui è arrivata la assoluzione (così per Felix) perché il ragazzo che venne aggredito e colpito- secondo la ricostruzione per quella scia di sangue, Aisosa Ajayi alla fine ha cambiato versione d’accusa: Aisosa è stato uno dei testi del processo per mafia e anche in quell’occasione la sua memoria non lo ha confortato, non ricordando fatti e persone: e qualcuno dice ancora che non c’era omertà tra i clan nigeriani?
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