La Fials: «Nell’ospedale del Delta sedute endoscopiche in tilt. Nell’azienda sanitaria personale allo stremo, altre aggressioni nel settore psichiatrico». L’Asl: «Stiamo intervenendo su ogni questione»
Il sindacato segnala disservizi e criticità nel servizio sanitario provinciale
Lagosanto «L’Ospedale del Delta cade a pezzi, saltano le sedute endoscopiche in programma oggi (17 maggio) a causa della rottura delle 2 macchine lava endoscopi in dotazione al Servizio endoscopico che effettua circa 20 esami al giorno. Delle due macchine in dotazione, una è guasta da circa un mese e non è dato sapere quando sarà ripristinata, l’altra, vetusta, è fuori uso da alcuni giorni, non si trovano i pezzi di ricambio, è comunque a “fine vita” per l’imminente esaurimento delle capsule non più reperibili in commercio». L’annuncio arriva dal sindacato Fials, che prosegue: «Si è rotta anche la terza macchina lava endoscopi, nella sala dei piccoli interventi. Delle 4 apparecchiature presenti nel nosocomio, rimane funzionante la sola lava endoscopi della Sala Operatoria, che lavora anche oltre l’orario istituzionale, per ripristinare il materiale utilizzato al fine di garantire, per quanto possibile, il proseguimento delle attività diagnostiche e chirurgiche».
E intanto si allungano le liste di attesa per endoscopia e slitta l’annunciato ampliamento pomeridiano delle sedute endoscopiche. Un quadro desolante viene dipinto anche dagli infermieri ed oss afferenti ai reparti di degenza, riuniti in assemblea indetta ieri dalla Fials, che denunciano – scrive il sindacato, «condizioni di lavoro disagiate e difficili da sostenere, legate all’organizzazione del lavoro, alla mancata sostituzione del personale assente o cessato, alla scarsa forza lavoro presente nei tre turni, alle attrezzature ed ausili in dotazione, vetusti, insufficienti, obsoleti, malfunzionanti».
Nella degenza cardiologica dove ci sono 20 posti letto, 8 telemetrie, 4 monitor da sorvegliare, la situazione lavorativa è critica sia per infermieri che per gli oss, precisa il sindacato.Gli oss, da alcuni mesi, «sono spariti dal turno di notte, non si assume, spesso nel pomeriggio ne è presente solo uno, da ultimo rientra l’oss assente da gennaio, ma viene assegnato al reparto di Medicina, 59 posti letto, pure esso in grave sofferenza; si aprono buchi per tappare altri buchi.
La maglia nera per quanto riguarda la dotazione di letti spetta all’area chirurgica con 56 posti letto e, soprattutto alla degenza ortopedica che ha in dotazione, in larga parte, letti articolati a manovella, o peggio letti non articolati, non regolabili in altezza, alcuni non frenanti.
Situazione analoga in tutti i reparti di degenza per quanto riguarda gli altri ausili maggiori e minori, le poltrone sono insufficienti, non hanno ruote oppure le ruote non sono ben funzionanti, rotte nei rivestimenti, anche le carrozzine dovrebbero essere sostituite o riparate, come pure i sollevatori, insufficienti, i obsoleti, difficili da manovrare anche vuoti e la lista potrebbe allungarsi ancora».
Gli operatori sanitari, prevalentemente donne, «costretti a lavorare nelle condizioni sopra descritte, sono sottoposti a continui traumi delle articolazioni e del rachide lombare, peggio dei facchini – sottolinea la Fials – La popolazione da assistere è sempre più anziana, non autosufficiente, con pluripatologie concomitanti, i professionisti sono sempre più in affanno nel dover garantire un’assistenza adeguata e dignitosa ai pazienti loro affidati, dall’assistenza diretta al paziente, cure igieniche, alimentazione, alle faticose e ripetute pratiche di movimentazione, dai trattamenti terapeutici di routine o urgenti, alla valutazione dello stato di salute, ecc. a cui fanno seguito le attività indirette, dal trasporto di pazienti per indagini diagnostiche o prelievi, alle attività connesse alle dimissioni, la preparazione delle Unità del malato che devono essere pronte per accogliere i nuovi imminenti ricovero/trasferimenti». Crescono gli opertori con limitazioni di funzioni.
Riguardo alla situazione critica nel settore psichiatrico, Fials rileva che «ai tre professionisti vittime di aggressioni che hanno subito seri traumi per i colpi ricevuti da pazienti violenti, segnalati da Fials con lettera del 11-5-2023, si aggiungono altre aggressioni, 2 con prognosi rispettivamente di 2 e 5 giorni e un terzo con frattura scomposta con prognosi di 28 giorni, una mattanza su cui pesa il silenzio e ad avviso di Fials l’inerzia dei vertici aziendali».
In serata la risposta dell’Asl. «Scrivere che “l’ospedale del Delta cade a pezzi” non è una rappresentazione fedele della realtà – scrive l’azienda – Il Delta, come tutti gli altri ospedali, soprattutto in questo periodo, ha problemi che la direzione aziendale affronta puntualmente cercando di farvi fronte con gli strumenti a disposizione in un quadro di risorse predefinito.
Per quanto riguarda nello specifico i lava-endoscopi, l’Ingegneria clinica si era attivata già dal primo guasto e sta sollecitando la ditta che dovrà inviare i pezzi di ricambio: si tratta di parti purtroppo non facili da trovare ma nel giro di alcuni giorni potrebbero essere disponibili. Questo nulla toglie all’intenzione di implementare il servizio endoscopico con ulteriori sedute, cosa che sarà fatta non appena le apparecchiature saranno di nuovo a regime e vi sarà la necessaria disponibilità di personale».
E appunto sul fronte delle risorse umane va ricordato – come emerso anche nella recente CTSS – che rispetto al 2019, prosegue l’Asl, «il saldo del personale delle due aziende è positivo. Il servizio Personale effettua comunque bandi continui per l’assunzione di personale medico e delle professioni sanitarie. Per queste ultime, inoltre, è previsto che gli operatori inidonei all'attività sanitaria possano passare ad attività amministrativa, e che al loro posto siano assunti nuovi operatori sanitari. Per quanto attiene ai letti elettrici sta per essere avviato un piano di graduale sostituzione dei letti meccanici, con priorità ai reparti in cui i pazienti hanno maggiori difficoltà motorie».
Infine il tema degli atti di violenza nei confronti degli operatori da parte di pazienti psichiatrici: «Sono al vaglio – conclude l’Asl – alcune misure organizzative mirate a far fronte al fenomeno, che si aggiungono ad altre già messe in atto: l'attivazione della camera di de-escalation, l'implementazione di percorsi finalizzati al trasferimento dei pazienti in strutture idonee diminuendo così il tempo di ricovero in Spdc, formazione agli operatori sulle tecniche di de-escalation. Non va però sottaciuto che tali situazioni derivano da motivazioni che vanno ricercate pure in un quadro sociale sempre più difficile; andranno dunque analizzate anche al di fuori dell’ambito strettamente sanitario. Quello della salute degli operatori è, in conclusione, un tema costantemente all’attenzione della direzione, tanto che tra le figure apicali coperte già a fine 2022 c’è stata proprio quella del Servizio Prevenzione e Protezione (SPP)».
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