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La testimonianza

«Abbiamo perso tutto, ma grazie ad Argenta che fa l’impossibile»

Giorgio Carnaroli
«Abbiamo perso tutto, ma grazie ad Argenta che fa l’impossibile»

La voce degli sfollati ospitati nell’Argentano e ieri a messa La comunità attiva per garantire cibo e un posto per la notte

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Argenta È domenica e il sole splende su Argenta e sugli sfollati. C’è chi, spontaneamente o organizzato è andato a spalare a Lugo, a Sant’Agata sul Santerno o chi, invece, sta preparando gli oltre 130 pasti per sfamare gli ospitati ad Argenta centro . Ma c’è anche chi, essendo domenica, ha scelto di andare a messa in duomo. E ieri, la chiesa dove è sepolto don Giovanni Minzoni, il prete martire che di accoglienza ne fece una ragione di vita stranamente era piena. Facce nuove mescolate agli argentani che avevano solo un comune denominatore: pregare. Una libera scelta. Don Sante Bertarelli, durante l’omelia si è rivolto agli sfollati e non solamene per dire che la parrocchia sta facendo di tutto per aiutarli ma sottolineando con parole tratte dalle letture e dal Vangelo, della scelta degli ospiti di partecipare alla funzione domenicale. Al termine, il sacrato era gremito di fedeli e fra questi c’è una decina di persone con una signora in carrozzina, compreso un cagnolino.

Sorridendo e nonostante tutto, accettano di raccontare la loro storia. «Siamo un gruppo di semplici operai e pensionati della comunità di Conselice – inizia una signora che spinge la carrozzina con la mamma -. Le nostre case di via del Consorzio, via Senio e via Benati sono allagate e abbiamo perso tutto. Quando torneremo a casa non sappiamo cosa ci aspetta e se non ci fosse la comunità di Argenta che sta facendo l’impossibile, ci sentiremmo abbandonati da tutti. Alcuni nostri ragazzi sono tornati a spalare e a noi non resta che aspettare e tornare il più presto possibile nelle nostre case. Perché a messa? Noi abbiamo fiducia nel Signore ed essere qui tutti insieme nella vostra chiesa ci ha confortato». La signora in carrozzina sorride e aggiunge «non ce la faccio a parlare sono commossa per quello che sto vivendo».

«Pensi – aggiunge un’altra sfollata – ci hanno mandato anche le parrucchiere e sinceramente ci dispiace che qualcuno degli sfollati abbia detto al sacerdote che c’è più bisogno di spalare che di pregare». «Noi crediamo che Argenta – conclude un’altra donna – stia facendo davvero tanto e crediamo che si possa spalare e pregare». Nel gruppetto, ci sono anche i nonni dei due ed ormai famosi gemellini: «Grazie – fa nota commossa la nonna – abbiamo saputo che non gli fate mancare nulla nemmeno una stanza riservata per la notte».

Spostandoci nella palestra delle elementari, dove in 40 hanno trascorso la notte, c’è un volto che è conosciuto fra gli argentani ed in particolare fra i soci del club alpino: è Gianpietro Lanconelli, l’autista del pullman di Nerio Pollini, colui che ha trasportato gli escursionisti in gita e alle castagnate. È sfollato precauzionalmente da Lavezzola assieme alla moglie Anna Maria e alla suocera 86enne. «Tutto sommato abbiamo dormito – racconta la moglie – e mi consenta di dire che gli argentani sono favolosi. Ci portano da mangiare, ci sono vicini e sta arrivando un medico per controllare mia mamma, però speriamo di tornare al più presto nelle nostre case».

Considerando che è impossibile conoscere il numero preciso di quante sfollati sono ospitati fra i parenti argentani, risulta, invece, che al PaladonMinzoni circa 50 persone hanno trascorso la notte e se anche non hanno dormito, un posto per riposare con a fianco la propria famiglia l’hanno avuto. Altri 40 nella palestra delle elementari hanno trovato un po’ di conforto, stessa cosa al Palagescad sempre ad Argenta mentre al PalaSalvatori di Consandolo, 11 sono le persone che hanno trascorso la notte in tutta tranquillità. Qui si è messa in moto la “macchina” della Pro Loco con lo staff della sagra della mela per predisporre i pasti. La stessa mobilitazione è in campo a Santa Maria Codifiume con il centro Sire.

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