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Visita o esame? «Niente data per la prenotazione»

Visita o esame? «Niente data per la prenotazione»

Crescono le segnalazioni di pazienti che, contattato il Cup, trovano l’agenda “chiusa” Scatta l’invito a ritornare. Tra le prestazioni meno reperibili oculistica, orl, cardiologica

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Ferrara «Ritorni fra qualche giorno, questo diciamo». E quando tornano cosa succede? «A molti ripetiamo la stessa frase. Altri invece non tornano, si rivolgono al privato». Il ritornello, in farmacia, non cambia. Ieri ne abbiamo contattate quattro, a Ferrara (Sempreviva e Giardino), a Comacchio (Trepponti) e a Cento (Nuova del Guercino) ottenendo le stesse risposte. Il paziente rientra a casa con un nulla di fatto dopo aver tentato di prenotare. Cosa? Ad esempio la visita dermatologica, oculistica, cardiologica, , pneumologica, gastroenterologica, orl, la colonscopia.

La domanda di prestazioni si è risvegliata dopo gli anni del Covid e probabilmente sta ancora scontando l’onda lunga della pandemia ma soprattutto, in alcune discipline, la carenza di specialisti che si sta confermando come una delle cronicità più radicate nei gangli del sistema sanitario pubblico. A questo quadro si aggiungono le difficoltà del bilancio regionale che soffre i mancati apporti di fondi statali addizionali richiesti dai governatori, Emilia Romagna compresa, per ripianare le spese straordinarie imposte dall’esigenza di contenere gli effetti sanitari della pandemia. Sono fattori che incidono in maniera significativa sulla disponibilità di questi servizi. L’Asl dal canto suo, come si evince da alcuni dati inseriti nell’ultimo bilancio, relativo all’esercizio 2022, non è stata con le mani in mano. Per la «riduzione delle liste d’attesa», scrive, è stata richiesta una committenza aggiuntiva alle strutture private accreditate della provincia con un incremento di spesa di 152mila euro; un aumento di risorse (119mila euro) rispetto al 2021 è andato a sostenere la maggiore attività delle cliniche private accreditate per la chirurgia ambulatoriale; 157mila euro sono stati risparmiati invece per la specialistica affidata alle strutture private (in particolare sui rimborsi per il Covid).

Rispetto al 2015, quando la Regione ha finanziato un piano straordinario per ridurre i tempi di prenotazione di visite ed esami, lo scenario si è incupito e i buoni risultati riscontrati per 3-4 anni grazie ai turni supplementari di prestazioni, sono oggi materiale d’archivio. Tutto questo cozza con le rilevazioni ufficiali eseguite dalla stessa Regione sui tempi di attesa di 39 tipologie di visite ed esami: solo due (elettrocardiogramma ed ecografia ostetrico ginecologica) scendono oggi sotto la quota di “eccellenza” per il rispetto dei tempi di attesa e due sotto la quota “accettabile”. Ma solo perché contano unicamente i pazienti che ottengono la prenotazione e non la massa invitata a ripassare dal Cup. La “presa in carico” è prevista solo per una parte dell’utenza. l

Gi.Ca.

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