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La commemorazione

Santa Maria Codifiume: «Adesso il piccolo Diego è una stella»

Santa Maria Codifiume: «Adesso il piccolo Diego è una stella»

La comunità ha salutato il bimbo nel giardino di via Canne. La cerimonia guidata dal sindaco Baldini. Un palloncino bianco in cielo e la musica

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Santa Maria Codifiume Ieri nel giardino davanti alla chiesolina di via Canne, la comunità di Santa Maria Codifiume si è stretta attorno alla famiglia del piccolo Diego Vecchietti, morto il 21 maggio scorso in un incidente. Non una cerimonia religiosa ma un momento molto intenso di condivisione del dolore. È stato il sindaco Andrea Baldini a prendere la parola e a cercare di dare un senso a un qualcosa che non si può spiegare e in alcun modo accettare. Ci sono momenti in cui più che trovare la parole giuste, bisogna essere capaci di scegliere quelle da non dire. Un atto d’amore e di rispetto, che ben si è visto nelle mani tremanti di un primo cittadino incapace, come tutti i presenti, di trattenere le lacrime. «Diego adesso è una stella», ha concluso passando la parola ad una delle insegnanti del piccolo che ha cercato in ogni modo possibile di dare ad ogni frase un tono “da bambini”, di quelli di cui solo le maestre sono capaci, con la voce chiara e limpida, in grado di infondere tranquillità anche nei momenti più difficili. Il luogo della cerimonia era pieno di verde e con grandi alberi, circondato dal silenzio e con una musica leggera in sottofondo.

Tutto studiato nei minimi dettagli per accogliere il piccolo Diego, come in una sorta di nido ovattato. All’arrivo dei genitori e della sorellina del piccolo c’è chi ha preferito restare in disparte e chi invece ha scelto l’abbraccio. Certamente ognuno ha pensato, anche in questi lunghissimi giorni, come dare un po’ di sollievo, come togliere almeno in parte il peso enorme dalla spalle di quella famiglia. La presenza, l’esserci, anche solo l’incrociare lo sguardo con quella mamma e quel padre che adesso dovranno cercare e trovare la forza di andare avanti. “Supereroi” la canzone per l’ultimo saluto. Un palloncino bianco, uno solo, è stato portato fuori e liberato in cielo dalla sorellina di Diego: «Camminerò, a un passo da te. E fermeremo il vento come dentro agli uragani. Supereroi, come io e te. Se avrai paura allora stringimi le mani. Perché siamo invincibili, vicini. E ovunque andrò sarai con me». Se queste sono le parole scelte, allora è giusto rimetterle nero su bianco. Perché così, chiudendo gli occhi come hanno fatto in tanti ieri mattina, ognuno potrà perdersi liberamente nei pensieri e nelle lacrime, ma anche nei timidi sorrisi della nostalgia. In punta di piedi, alla fine della cerimonia, un piccolo pensiero è stato timidamente scritto sulle pagine bianche di un libro lasciato aperto proprio sotto ai profumatissimi fiori di tiglio. l

Annarita Bova

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