Ferrara per l’emergenza frutticoltura «ci vogliono più risorse»
La misure urgenti per il comparto sono state discusse all’incontro Cia. L’idea è quella di creare un percorso comune con le altre associazioni
Ferrara Non è più il tempo delle divisioni e delle rivendicazioni sotto bandiere diverse perché i frutticoltori hanno gli stessi problemi di produttività e liquidità, indipendentemente dalla sigla sindacale alla quale appartengono.
Da questa consapevolezza è nato l’incontro “Stati generali della frutticoltura” che Cia -Agricoltori Italiani Ferrara ha organizzato l'altra sera e che ha scelto di aprire a tutti i produttori del territorio, per discutere delle misure urgenti per il comparto.
E la risposta è stata chiara: oltre 120 frutticoltori hanno partecipato, in presenza o da remoto, portando il loro contributo e le loro idee per un’operazione comune di “salvataggio” e successivo rilancio del comparto.
Promotori dell’incontro, insieme al presidente Stefano Calderoni, i frutticoltori del Comitato esecutivo Sergio Tagliani e Jennifer Felloni che ha spiegato: «Da diverso tempo la nostra frutticoltura sta attraversando una profonda crisi, molto prima dell’emergenza climatica che ha portato all’alluvione in Romagna, a causa di siccità, gelate, grandinate e fenomeni atmosferici violenti che hanno provocato danni enormi e mai completamente risarciti. A questo si aggiungono i problemi di mercato e le disparità di prezzo e valore lungo le filiere che sono ben lungi dall’essere risolti. In questo contesto abbiamo deciso che era ora, dopo la grande manifestazione di piazza del 2019 e dopo due anni di pandemia, di creare un percorso comune con le altre associazioni, compresi i frutticoltori di Copoi e Pere 2euro che sono arrivati anche da Modena: in sostanza con tutti quelli che hanno a cuore il futuro delle loro aziende, oltre i personalismi e le battaglie in solitaria».
Nel corso della serata il presidente Stefano Calderoni ha spiegato quali sono le misure più urgenti per ridare liquidità e prospettiva alle aziende frutticole.
«Questa sera - ha detto il presidente - ho ascoltato diverse voci ma, al di là dei diversi punti di vista, tutte convergono in un unico punto: servono risorse subito per risarcire i danni da siccità, eccesso di pioggia ma anche da gelo, che ha provocato danni enormi negli scorsi anni. Noi siamo assolutamente solidali con la tragedia che ha colpito la Romagna e abbiamo chiesto una legge e fondi speciali a favore delle aziende colpite. Ma questo non può far dimenticare che i frutticoltori vivevano, ben prima dell’alluvione, in uno stato di perenne emergenza, con i conti in rosso e costretti a espiantare. Per questo chiederemo contributi a fondo perduto per rilanciare il comparto come è stato fatto per il settore edile: una misura che possiamo chiamare per semplificare il 110% dell’ortofrutta. Inoltre, dobbiamo migliorare gli strumenti che abbiamo, come il Fondo di solidarietà e Agricat, lo strumento che prevede il prelievo del 3% sulla Pac, che deve ritornare nelle tasche dei produttori in caso di calamità».
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