Lidi, poca spiaggia libera e corsa all’alba per i posti
Per coloro che amano le comodità, trovare ombrellone e lettino da Lido Volano a Lido Spina è sempre possibile. Ma c’è un ma
Lidi Venticinque chilometri di costa e 110 stabilimenti balneari: i servizi ai Lidi di Comacchio indubbiamente sono più attivi e c’è solo l’imbarazzo della scelta. Per coloro che amano le comodità, trovare ombrellone e lettino da Lido Volano a Lido Spina è sempre possibile.
Ma c’è un ma. Non tutti, per possibilità o semplicemente per scelta, vogliono passare la giornata in un Bagno e preferiscono la spiaggia libera. Peccato che, in particolar modo nel fine settimana, quella che apparentemente è la scelta più semplice, diventa una sorta di impresa.
Sulla carta, i luoghi dove si può liberamente accedere sono davvero pochi: a Lido di Spina nel tratto di spiaggia libera adiacente all’ ex Bagno della Polizia (ma qui attenzione al divieto di balneazione nel canale Logonovo) e poi dal Bagno Piramidi verso Ravenna, mentre a Lido degli Estensi si può puntare al tratto di spiaggia libera adiacente lo stabilimento balneare Blue Moon. Spostandosi a nord, a Porto Garibaldi resta libero il tratto di spiaggia a sud del Park Emilio e a Lido delle Nazioni il tratto tra il Bagno Albatros e il Bagno Messico. Infine, a Lido di volano tratto di spiaggia libera tra il Bagno Franco ed il Bagno New Age. Va precisato che sulla battigia, anche davanti agli stabilimenti balneari, tutti possono passeggiare e fermarsi, naturalmente senza “attrezzatura” per motivi di sicurezza.
La corsa Indubbiamente i metri quadri liberi da concessioni sono pochi, troppo pochi e per poter “prendere il posto” ci si deve muovere al mattino molto presto cercando anche limitare (e da questo punto di vista la necessita aguzza l’ingegno) almeno lo spazio vitale. I primi ad arrivare sono sempre i residenti in zona, che ormai da anni non possono più lasciare ombrelloni e sedie sull’arenile da un giorno per l’altro e poi pian piano, sempre più rossi e accaldati, i pendolari che cercano di sistemarsi alla meno peggio.
«In Italia in generale è sempre più difficile trovare una spiaggia libera dove prendere il sole - dicono da Legambiente -. A pesare un mix di fattori: la crescita in questi anni delle concessioni balneari che toccano quota 12.166, l’aumento dell’erosione costiera che riguarda circa il 46% delle coste sabbiose, con i tratti di litorale soggetti ad erosione triplicati dal 1970, e il problema dell’inquinamento delle acque che riguarda il 7,2% della costa sabbiosa interdetto alla balneazione per ragioni di inquinamento. In Emilia-Romagna quasi il 70% delle spiagge è occupato da stabilimenti balneari». Insomma, alla fine anche il mare costa. Quello che dovrebbe essere un bene comune diventa per molti un lusso. È più che giusto pagare per i servizi che vengono offerti, ma è altrettanto giusto dare la possibilità a chiunque di godere della spiaggia senza dover per forza mettere mano al portafogli.
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