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Le reazioni

Cordoglio anche da Ferrara per la morte di Silvio Berlusconi

Cordoglio anche da Ferrara per la morte di Silvio Berlusconi

Arrivano messaggi anche dal mondo politico ferrarese per la morte dell’ex presidente del Consiglio, protagonista degli ultimi 30 anni di storia italiana

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Ferrara Arrivano messaggi anche dal mondo politico ferrarese per la morte di Silvio Berlusconi, due volte presidente del Consiglio, poi senatore, morto lunedì a 86 anni all’ospedale San Raffaele di Milano per l’aggravarsi della malattia della quale da tempo soffriva. Berlusconi, nel bene e nel male, è stato probabilmente il principale protagonista della vita politica, giudiziaria e anche culturale italiana degli ultimi 30 anni, dalla famosa “discesa in campo” e ancor prima con l’avvio delle televisioni private.


Il sindaco Fabbri Il primo a ricordare “Il Cavaliere” è il sindaco Alan Fabbri: «Ad Arcore mi disse: “È ora di tagliarti il codino”. Declinai affettuosamente dicendogli: “Non ci è riuscita neanche mia madre”. Scoppiammo in una risata. Oggi che Silvio Berlusconi non c’è più, ricordo con affetto questo ‘siparietto’ tra noi, prima delle Regionali del 2014. Ho conosciuto una persona autorevole, una persona che aveva la straordinaria capacità di farti sentire a tuo agio, di farti sentire a casa. Un grande imprenditore, un uomo che ha posto dei temi ineludibili per l’agenda politica di questo Paese. La sua forza ci mancherà: è stato un combattente. Condoglianze alla famiglia e un abbraccio a tutto il popolo di Forza Italia».

Il presidente della Provincia Padovani A lui si aggiunge anche il presidente della Provincia Gianni Michele Padovani: «In primo luogo, a nome personale e della Provincia di Ferrara esprimo il nostro cordoglio per la morte di Silvio Berlusconi. Cordoglio che inviamo alla famiglia, al partito di Forza Italia – dirigenti, militanti ed elettori – e al Governo, a partire dagli autorevoli rappresentanti del partito di cui fanno parte. Con Silvio Berlusconi scompare non solo un’importante figura politica, ma si chiude anche un’intera fase della vita politica e istituzionale del nostro paese. Dopo essere stato imprenditore di successo, con un influsso determinante sul sistema televisivo nazionale, Berlusconi è divenuto, infatti, il protagonista della vita politica italiana, inaugurando quella che comunemente viene chiamata la seconda Repubblica. È stato per circa un trentennio il leader indiscusso dei moderati e dell’intero schieramento del centrodestra. Più volte presidente del Consiglio per anni ha rappresentato l’Italia anche sulla scena internazionale. Al di là delle diverse opinioni politiche e delle legittime posizioni – conclude Padovani -, credo che in questo momento debba prevalere da parte di tutti il senso di cordoglio e rispetto verso una figura che ha lungamente contraddistinto la vita politica e istituzionale del nostro paese».

Il senatore Alberto Balboni «Con Silvio Berlusconi l'Italia perde un protagonista assoluto dell'economia e della politica nazionale e internazionale – le parole di Alberto Balboni, senatore ferrarese di Fratelli d’Italia -. Dopo aver conquistato ogni traguardo immaginabile come imprenditore, con la sua famosa "discesa in campo" del 1994 ha di fatto inventato il bipolarismo italiano, sconfiggendo in pochi mesi la "gioiosa macchina da guerra" con cui la sinistra si illudeva di aver già vinto le elezioni. Berlusconi comprese infatti prima di chiunque altro che con il crollo del muro di Berlino e la fine della Prima Repubblica (travolta da Tangentopoli) non aveva più alcun senso la "conventio ad excludendum" nei confronti della Destra Nazionale, che del resto proprio in quello stesso momento si stava trasformando in Alleanza Nazionale. Il Polo della Libertà e del Buongoverno, con Forza Italia perno dell'alleanza con la Lega Nord nelle regioni settentrionali e con il Msi-Alleanza Nazionale al Centro Sud, fu la formula politica che con varie evoluzioni (dalla Casa delle Libertà al Pdl) ha tenuto unito il centrodestra per trent'anni, consentendo alla maggioranza degli italiani (che non sono di sinistra) di avere un governo in sintonia con i loro valori nel 1994, nel 2001, nel 2008 e infine nel 2022. In questo lungo percorso sono cambiati radicalmente gli equilibri elettorali all'interno della coalizione, fino alla grande affermazione di Fratelli d'Italia del settembre scorso che ha portato al primo Governo Meloni, ma il sentimento di condivisione degli ideali di fondo degli elettori di centro destra non è mai venuto meno, anzi nel tempo si è rafforzato e cementato; e questo comune patrimonio ideale è la più importante eredità che Silvio Berlusconi lascia alla politica italiana. Grazie a lui, il bipolarismo è ormai una conquista irreversibile, anche se il centro sinistra deve ancora metabolizzare quella vocazione maggioritaria che pur Walter Veltroni - in piena e simmetrica sintonia con Berlusconi - aveva immaginato già nel 2008 come l'unica via per affermare anche in Italia la democrazia dell'alternanza, che è la forma più vera e compiuta di democrazia. Ho avuto l'onore di conoscere da vicino Silvio Berlusconi durante l'esperienza del PdL, quando entrai a far parte dell'Esecutivo Nazionale di quel partito, e conservo il ricordo di una persona di grande gentilezza ed umanità, ma soprattutto di straordinario valore intellettuale. Non sempre ho condiviso le sue decisioni, ma sempre ho riconosciuto in lui il leader naturale del centrodestra, che è nato grazie alla sua intuizione, si è consolidato grazie al suo carisma e continuerà ancora a lungo a rappresentare la maggioranza degli elettori. Grazie di cuore Silvio, gli italiani non ti dimenticheranno».

Il Pd Per il Partito Democratico di Ferrara «se ne va un pezzo di storia italiana. Raramente siamo stati dalla stessa parte, ma non si può non riconoscere a Silvio Berlusconi la capacità di essere stato uno dei principali protagonisti di questi ultimi 30 anni di vita politica ed economica del Paese».

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