Ferrara, gli ambientalisti: «Danni gravi al Parco urbano, basta grandi eventi»
Lettera aperta al sindaco Fabbri da parte della Rete Giustizia Climatica a un mese dal concerto di Bruce Springsteen
Ferrara Stop ai grandi eventi al Parco urbano “Giorgio Bassani”. A chiederlo, in una lettera al sindaco Alan Fabbri, sono i componenti del “Tavolo Verde” della Rete Giustizia Climatica di Ferrara, a un mese di distanza dal concerto di Bruce Spingsteen e dalle ferite lasciate al parco dall’evento.
Il gruppo verde sottolinea i tempi scelti per il proprio intervento, «affinché si placassero le polemiche», ma non di meno rileva le tante criticità già emerse: «Il suolo sovraccarico di acqua è stato gravemente danneggiato dal passaggio dei mezzi pesanti che, avendo transitato lungo i camminamenti, hanno determinato danni evidenti sia agli stessi percorsi ciclo pedonali, risultati inadatti a sopportare tali carichi, ma soprattutto al cotico erboso, che risulta totalmente compromesso in diverse aree», affermano gli ambientalisti, che proseguono: «Le medesime conseguenze sono conseguite al passaggio delle oltre 50.000 persone del pubblico, alla posa del palco e delle altre strutture utili all’evento, tutto ciò ha trasformato intere aree verdi in distese di fango, compromettendo la sicurezza e la fruibilità del parco».
La Rete rileva che «i danni registrati non si limitano al cotico erboso, bensì ad essere compromesso è l’intero equilibrio fisico-chimico e microbiologico del suolo, destrutturato, sottoposto a compressione e divenuto anossico, leso da solchi profondi anche più di 30 centimetri, per tale ragione riteniamo riduttivo addurre la blanda giustificazione per cui “l’erba ricresce in due settimane”, come si è letto a più riprese sui media locali, tenuto conto che i tempi di recupero del sistema vegetazione-suolo, non sono mai uguali e compatibili a quelli umani di utilizzo e consumo di un bene». E ancora: «L’impatto acustico sull’avifauna in periodo di nidificazione».
Insomma, una situazione talmente critica che i tempi di ripristino sono decisamente andati oltre le previsioni, «come dimostrato anche dal cambio di location del comfort festival del prossimo luglio e privando i cittadini per oltre un mese di questo prezioso spazio di pubblica utilità nel periodo dell’anno ideale per goderne appieno».
Le richieste all’Amministrazione comunale sono quelle di fare un passo indietro sull’uso del parco per altri eventi di tale portata - pur non essendoci alcuna contrarietà agli eventi tout court «che da sempre hanno contraddistinto e ravvivato l’area» -, di rendere pubblico lo studio di progettazione dei lavori di ripristino dello stato dei luoghi affidati a Ferrara Tua,«precisando modalità e tempi di realizzazione», e poi ancora «che non vengano ampliati i percorsi ciclopedonali, stop al consumo di suolo al Parco urbano». L’ultima richiesta riguarda l’individuazione di un’alternativa per realizzare i grandi eventi a Ferrara: «Si dia inizio al progetto di recupero e utilizzo dell’area verde, a sud della città, destinandola per posizione estensione e struttura ad accogliere i grandi eventi musicali, così come accade in aree analoghe in molti altri comuni».
Il gruppo ambientalista offre la propria disponibilità «a realizzare un tavolo di confronto sul tema e sulla futura destinazione del parco urbano Giorgio Bassini».
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