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Si riempie un pezzo dell’ex Sant’Anna di Ferrara: in arrivo gli uffici Asl di via Cassoli

Si riempie un pezzo dell’ex Sant’Anna di Ferrara: in arrivo gli uffici Asl di via Cassoli

Varato il progetto da 13 milioni su vecchi blocchi ospedalieri e aree esterne

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Ferrara Parte la seconda fase della trasformazione dell’ex ospedale Sant’Anna in quartier generale dei servizi sanitari della città. Con il via libera da parte dell’Asl del progetto di fattibilità per il recupero di due blocchi nell’ambito dell’anello sanitario, quello più vicino a corso Giovecca, si riattiva infatti il percorso che porterà alla svuotamento anche della sede di via Cassoli, con sviluppi in termini urbanistici di un quadrante delicato della città sul tavolo da tempo ma ancora non esplicitati. Intanto ci sono 13 milioni di euro da spendere in tempi rapidi, anche se in questo caso non si tratta di fondi Pnrr.

L’inquadramento Il progetto è coerente con l’obiettivo Asl di «concentrare le funzioni sanitarie presenti sul territorio del comune di Ferrara nella Casa della comunità “Cittadella San Rocco”» esplicita la delibera di approvazione. Si prevede appunto di portare in corso Giovecca «uffici aziendali attualmente localizzati in altri immobili, attraverso la riqualificazione funzionale di due fabbricati»: si tratta degli edifici 10 e 12, il secondo e terzo blocco a sinistra del viale principale entrando dall’ingresso dell’ex ospedale in corso Giovecca. Si prevede, inoltre, «d’intervenire sulle infrastrutture impiantistiche e sulle aree esterne a servizio dell’intera Casa della comunità, nell’ottica di una riorganizzazione generale». Un progetto ad ampio respiro, insomma, che mira al salto di qualità nel recupero dell’ex ospedale e nel suo reinserimento nel tessuto cittadino, finora riuscito solo in parte.

Si giustifica così l’entità della spesa, appunto 13 milioni dei quali oltre 12,3 di risorse statali e 650mila con risorse regionali.

Gli sviluppi Il via libera viene definito «urgente» dai vertici dell’Asl, in quanto bisogna rispettare «un cronoprogramma che consenta di ultimare le fase di progetto entro il 31/12/2023 ed inviare il progetto al ministero della Salute, come tassativamente previsto dalla Regione». Il progetto di fattibilità è stato redatto dal raggruppamento Politecnica Modena e Studio Mattioli di Bologna, al costo di oltre 127mila euro, e comprende lo studio di prefattibilità ambientale, la relazione geologica, l’inserimento urbanistico, la relazione sulle misure di efficienza energetica e di produzione di energia da fonti rinnovabili e di risparmio idrico, oltre al quadro economico. Ora bisogna appunto redigere il progetto esecutivo e inviarlo entro il 2023 al ministero, per effettuare i lavori nel giro del successivo anno.

Come sarà I due edifici ristrutturati sono destinati ad ospitare «prevalentemente gli uffici amministrativi della sede Asl di via Cassoli» spiega Giovanni Peressotti, responsabile del servizio tecnico dell’azienda sanitaria che ha seguito il progetto. Si tratta del tassello chiave, dopo lo spostamento degli ambulatori, per lo svuotamento di via Cassoli, l’enorme immobile di proprietà Asl per il quale potranno essere concretamente delineati nuovi utilizzi, magari di mercato. È certo auspicabile che non rimanga vuoto a lungo, quell’edificio, anche per la sua posizione “strategica” in una parte della Gad dove si stanno concentrando le attenzioni dell’amministrazione comunale, con la chiusura a cancellate per motivi di ordine pubblico del confinante parco Giordano Bruno.

Si ritroveranno cambiamenti anche negli edifici oggetto dell’intervento, in San Rocco, visto che andranno adattati dalle originarie funzioni più specificatamente sanitarie a uffici. Si tratta infatti della vecchia Pediatria ospedaliera, di ex Chirurgie e reparti come Urologia. Nel quadrante est della vecchia area ospedaliera si stanno muovendo i progetti dell’università, che prevedono tra l’altro l’apertura di una nuova strada interna da Fossato di Mortara alle strutture sanitarie, e la costruzione di aule studio e di un parcheggio multipiano. Per completare il piano di rifunzionalizzazione dell’ex ospedale manca a questo punto la parte centrale che è riservata agli interventi dei privati. l


 

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