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Balboni (Fdi), attacco bis alle nomine della politica locale: «Via Ovadia dal teatro comunale di Ferrara»

Balboni (Fdi), attacco bis alle nomine della politica locale: «Via Ovadia dal teatro comunale di Ferrara»

Il senatore ferrarese indignato per le affermazioni rese dal direttore generale dell’ente su Russia e Ucraina durante la manifestazione a Roma del M5s

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Ferrara Per la seconda volta nel giro di pochi giorni, a Ferrara, Fratelli d’Italia si “smarca” politicamente rispetto ai sodali politici della Lega, con i quali amministrano diversi Comuni della provincia, compreso il capoluogo. Proprio agli equilibri politici del capoluogo fa riferimento l’intervento del senatore di Fdi e presidente della Commissione Affari costituzionali, Alberto Balboni, che –dopo aver chiesto le dimissioni del presidente del Consiglio comunale, il leghista Lorenzo Poltronieri, attaccato anche da consiglieri “amici” della maggioranza, oggi sposta l’obiettivo sul direttore generale del Teatro comunale, Moni Ovadia.  Le prime scintille della campagna elettorale per le comunali nel 2024 stanno iniziando a far sentire i loro effetti: Balboni tiene da tempo il fiato sul collo del sindaco Alan Fabbri, convinto che Fdi possa presto superare il Carroccio nelle urne a Ferrara e non solo. Il senatore ha però sempre affermato di voler sostenere la candidatura bis di Fabbri a sindaco rivendicando però il posto di vicesindaco, oggi in carico alla Lega (Nicola Lodi).

«Credo che sia giunto il momento per Moni Ovadia di lasciare la direzione del Teatro Comunale di Ferrara e dedicarsi a tempo pieno al ruolo che sembra attrarlo di più, cioè a quello di attivista politico del Movimento 5 Stelle – affonda il colpo, polemico, Balboni – Se c'è una decisione che non ho condiviso è certamente la sua nomina, come fin da subito ho messo in chiaro, anche perché quella scelta ha alienato a Ferrara l'impegno di autorevolissime personalità che molto avevano dato al nostro Teatro». I primi segnali di “malessere” del senatore risalgono alle esternazioni «rese da Ovadia appena nominato, che con arroganza si è permesso di esprimere giudizi sprezzanti sulla cultura di destra, via via ripetute da altre dichiarazioni  ancor più imbarazzanti nel corso del suo mandato, che mi hanno purtroppo confermato quella prima impressione».

La “goccia” finale è stata la manifestazione organizzata domenica a Roma dal M5S: «Vederlo sul palco abbracciare Grillo mentre si apprestava a evocare le "brigate di cittadinanza" ed i "passamontagna" credo abbia sconcertato e deluso la stragrande maggioranza dei cittadini ferraresi – così Balboni argomenta la sua dichiarazione  - Ascoltarlo farsi interprete della più falsa propaganda putiniana credo invece abbia indignato tutti coloro che stanno dalla parte di chi difende la libertà e la democrazia da un'invasione crudele e ingiustificata. Tra l'altro dimostrando una totale ignoranza della storia russa. Basterebbe infatti studiarla anche solo per sommi capi per comprendere che la Russia considera Ucrania, Moldavia, Polonia, Paesi Baltici e persino la Finlandia come suoi possedimenti naturali fin dai tempi dello Zar Nicola. E per scoprire che la Russia ha sempre tentato di impadronirsene quando l'Occidente si mostrava debole e arrendevole, non quando era forte. Non è un  caso infatti che l'invasione dell'Ucraina segua di pochi mesi la debacle subita dall'Occidente in Afghanistan. Che la Svezia, dopo 2 secoli di neutralità, abbia deciso di chiedere l'adesione alla Nato non è frutto delle minacce degli USA, ma della Russia. Chiunque lo capirebbe, tranne chi è obnubilato dalla propaganda del Cremlino. Del resto, fin dai tempi della Guerra Fredda Mosca sosteneva attivamente i movimenti pacifisti dell'Occidente sperando di indebolirne la tenuta. Ovadia evidentemente è rimasto fermo a quei tempi, quando la sinistra italiana di ispirazione comunista considerava L'Urss la sua vera patria.  Insomma, tanti auguri alla carriera politica di Ovadia. Il Teatro di Ferrara merita di meglio».

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