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Gli ambasciatori del gusto ferrarese per valorizzare l’arte gastronomica

Marco Nagliati
Gli ambasciatori del gusto ferrarese per valorizzare l’arte gastronomica

L’importante ruolo del turismo fluviale per la crescita e la conoscenza del territorio

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Ferrara A bordo della Nena, la barca lenta che scivola sulle onde. Si parla di turismo fluviale, di darsena rivitalizzata con “un fiume di musica” che lungofiume darà tono all’estate. Soprattutto di qualità enogastronomica ferrarese: da rinfrescare, rilanciare. Esportare. L’occasione la nascita dell’associazione Ambasciatori del gusto ferrarese. Capitan Georg Sobbe accoglie gli ospiti sotto la tettoia bassa e scaldata dal sole, accende i motori per un “giretto” che strizza l’occhiolino al canale Boicelli e al Po di Primaro. Il momento storico magari non è da vento in poppa, ma «qualcosa si muove» ammette Georg. Che aggiunge: «Il problema della chiusa di Pontelagoscuro è stato risolto, la navigazione ora è possibile. Rimane il nodo, invece, conca valle Lepri. Serve una cabina di regia condivisa per una progettualità generale: qualità dell’acqua, infrastrutture e navigabilità. È necessario un “contratto” di fiume: il futuro dell’idrovia si gioca qui». In autunno la Regione inizierà a dragare la darsena: ulteriore step migliorativo, anche fonte di preoccupazione qualora i lavori durassero a lungo e bloccassero ogni attività. Intanto c’è da rinverdire l’ars culinaria estense. Si spendono in prima persona nel progetto Marco Simoni (presidente) e Diego Correggioli (vice presidente) che ieri hanno tolto i veli all’associazione Ambasciatori. A loro fianco l’assessore Angela Travagli. L’idea: riunire in consorzio tutta la filiera produttiva agro-alimentare e condurla nel mondo. Dai vini alla salamina, dai cappellacci alla semplice zucca. E ancora e ancora… «Vogliamo dare una spinta maggiore facendo rete – spiega Simoni -: comunicazione, idee e lavoro».

Uscire dalla mura proponendosi addirittura in Cina attraverso il circuito Wine Channel, oppure – tanto per citare alcuni futuri appuntamenti - con presenze al salone del gusto di Torino, nella manifattura del sigaro toscano. Oppure un corner dedicato a Fico Eataly World di Bologna. Fiere ed eventi a tutto gas. «Sono i primi passi di un programma importante – sussurra Simoni -; abbiamo molta energia e intendiamo essere un valore aggiunto al territorio ferrarese. Insieme ad imprenditori e istituzioni». Tutto riconoscibile e sintetizzabile nel logo: l’aquila simbolo del ducato estense che spicca il volo. Che si eleva dal castello, stilizzato e visto dall’alto. Respiro locale con slancio verso l’esterno. Non banale, dal punto di vista simbolico, anche il luogo scelto per annunciare la nascita dell’associazione: «La barca, simbolo di movimento». Terra e acqua. L’assessore Travagli sorride: «Vogliamo far rinascere Ferrara, la promozione del territorio a fini turistici e la qualità enogastronomica sono nostri patrimoni. Sull’iniziativa Ambasciatori del gusto c’è anche l’appoggio della regione». l


 

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