Ferrara, per i controlli indica una panchina come suo domicilio
Un uomo autore di molti furti e senza fissa dimora
Ferrara Senza un domicilio fisso, e allora per farsi controllare ne dà di “mobili”, nei punti della città dove trova dimora, sotto qualche tettoia di luoghi pubblici o su una panchina, come avvenuto ultimamente.
È la storia recente di C. P. , ferrarese noto alle cronache per una lunga storia di furti, sottoposto dallo scorso mese di dicembre alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale, che implica che le forze dell’ordine controllino dov’è nella speranza che non compia più reati.
Il problema è che l’uomo, pur avendo un recapito formale per la residenza, nella sostanza non ha un’abitazione fissa e trova riparo un po’ qua, un po’ là. Per un periodo in un dormitorio, a volte, quando può permetterselo in qualche struttura ricettiva per pochi giorni, se no, come sta avvenendo ultimamente, per strada – in senso lato – fornendo come domicilio i giacigli di fortuna, compresa una panchina.
Sempre con precisione: quando cambia “domicilio”, avvisa i poliziotti che lo devono controllare. Che poi si faccia sempre trovare ai controlli è un altro paio di maniche.
L’uomo è uscito da poco dal carcere, dove è rimasto dal novembre dello scorso anno fino a maggio, arrestato per quattro furti di entità modesta ma compiuti in luoghi come un mercatino della Fondazione Ado, un negozio di piante e fiori e anche ai danni di un distributore automatico dell’Università. Da dicembre, nel frattempo, gli era stata imposta la sorveglianza speciale, che già aveva avuto in passato senza che le sue condotte si modificassero granché. l
D. O.
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