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Allarme dal mare

Lido Estensi, torna in mare la tartaruga curata: ma ai Lidi sempre più carcasse

Lido Estensi, torna in mare la tartaruga curata: ma ai Lidi sempre più carcasse

Liberazione accompagnata da applausi. Delfini spiaggiati: si attende l’autopsia

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Lido Estensi Un applauso fragoroso, d’incoraggiamento da parte di centinaia di turisti e villeggianti, ha salutato, ieri mattina, dalla battigia del bagno Medusa al Lido Estensi, il ritorno in mare di Stella, la tartaruga marina recuperata ai primi di maggio con un amo in gola sulla spiaggia di Porto Tolle e curata, poi, amorevolmente per un mese e mezzo, nel centro della Fondazione Cetacea di Riccione.

La bella notizia, purtroppo, è stata accompagnata da una di segno opposto, perché nel giro di una ventina di giorni i volontari dell’Enpa di Lagosanto, braccio operativo di Delta Rescue, gruppo di associazioni nato per la tutela delle tartarughe marine e dei delfini, hanno recuperato ben 8 carcasse di caretta caretta, alle quali si sommano le sei segnalazioni pervenute ieri e le carcasse di 3 delfini. Quest’ultimo fenomeno in particolare inquieta e rilancia interrogativi, che si rincorrono da almeno un anno a questa parte e che vedono, tra le possibili cause, una perdita dell’orientamento dei mammiferi marini dovuta ai rumori prodotti dalle trivellazioni in Adriatico. I nuovi spiaggiamenti inducono ad approfondire e ad accelerare gli studi del fenomeno in atto.

«Non possiamo spingerci in supposizioni sulle possibili cause di spiaggiamento di un numero così elevato di tartarughe marine e di delfini morti - puntualizza Sauro Pari, presidente della Fondazione cetacea di Riccione -, perché, senza dati concreti alla mano, si rischia di fare allarmismo. Mi limito a osservare che si tratta di un fenomeno anomalo in un momento di anomalie ambientali. Ma non sappiamo se vi siano correlazioni tra lo spiaggiamento delle tartarughe marine morte, che sono una specie a rischio estinzione, e di delfini e gli eventi atmosferici eccezionali del mese scorso».

La recente alluvione ha fatto arrivare in mare di tutto, tanto che, come noto, ci sono stati conseguenti divieti di balneazione temporanea, elementi che possono costituire motivo di approfondimento per gli studiosi del fenomeno.

Marco Pozzi, presidente dell’Enpa di Lagosanto, ricorda che «in caso di avvistamento di tartaruga marina viva o morta a riva o di delfino spiaggiato, i turisti devono chiamare la capitaneria di porto, che mobilita i nostri volontari addestrati a intervenire in questi casi. Le carcasse vengono trasportate all’Istituto zooprofilattico di Cassana per verificare le cause della morte e per valutare la presenza di eventuali patologie».

Giulia Bondesan è la veterinaria responsabile del centro di primo soccorso istituito da Delta Rescue a Goro, che per prima ha prestato le cure necessarie a Stella, la tartaruga liberata ieri mattina: «Dopo averle infilato un filo nella gola con un bastoncino in superficie, in modo che l’amo ingoiato non progredisse nel tubo digerente e non procurasse lesioni, Stella è arrivata a Riccione, dove i colleghi della Fondazione Cetacea, che l’hanno operata e salvata. Ora è tornata in mare».l

K.R.

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