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Ferrara, i millennials del centrosinistra: «Giovani costruite il futuro con noi»

Ferrara, i millennials del centrosinistra: «Giovani costruite il futuro con noi»

Lettera alla città di 55 cittadini: «Possiamo far crescere ed elevare Ferrara»

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Ferrara Botta e risposta – nell’arco di un mese – con un occhio puntato sulle riflessioni e i borborigmi del centrosinistra con i capelli bianchi e l’altro su quanto emerge e matura tra le nuove generazioni dei ferraresi. Forse con l’intenzione, per ora neanche abbozzata e comunque non dichiarata, di voler dire la propria - chissà come, con un gruppo organizzato, una lista civica? - sulle amministrative del 2024.

Qualcosa si muove nel campo del centrosinistra locale e questa volta porta la firma dei “millennials” che chiedono un «lavoro dignitoso» e la possibilità di «far crescere e costruire le proprie famiglie» in una «città sostenibile, turistica, culturale, capace di accogliere diverse soggettività e battersi per i diritti di tutti». Quello che chiedono e desiderano per il futuro di Ferrara e per il loro lo hanno steso e sintetizzato, nero su bianco, in una lettera aperta pubblicata sul sito delle petizioni on line, Change.org. Lettera sottoscritta, come primi firmatari, da 55 giovani come 55 erano i primi firmatari dell’appello, pubblicato un mese fa, diretto agli elettori del centrosinistra locale e condiviso da esponenti “storici” dell’area politica che si estende dai Verdi al Pd, agli ex Ds ed ex Rifondazione, ai radicali etc., tra cui gli ex sindaci Tiziano Tagliani e Gaetano Sateriale.

Il testo accoglie «con favore» l’appello dei “decani” e spiega subito che il progetto “Ferrara 2044” ha l’obiettivo di costituire «un’alternativa all’attuale maggioranza politica che governa la nostra città». Parla, cioè, a chi si riconosce sotto un’insegna più o meno allargata di centrosinistra. Ma posa anche un altro paletto che punta a riequilibrare il peso generazionale di chi si è attivato per muoversi all’interno di questo settore politico. «Siamo cittadine e cittadini di Ferrara dai venti ai quarant’anni – così si presentano gli autori – ossia le generazioni che davanti alle incertezze del futuro si rimboccano le maniche e studiano per trovare soluzioni ai problemi creati dopo il boom economico».

L’idea di battere un colpo, come generazione interessata a partecipare all’attività politica, è nata all’interno di un gruppo di giovani che studiano, lavorano come imprenditori o professionisti (avvocati, ingegneri), sono presenti nei partiti e nelle associazioni, hanno un ruolo o sono iscritti all’ateneo. Tra loro l’imprenditore Mirko Scapellato, uno dei primi ad esprimere la necessità di integrare il messaggio degli “attempati” del centrosinistra con una voce più fresca e contemporanea. E così ai messaggi girati sulle chat hanno risposto via via un’ex sardina come Ciro Zabini, diversi esponenti del Pd (Enrico Segala, Sara Manservigi, Ornella Sejdini), avvocati come Matteo Proto o Alessandro Battistello, imprenditori e start upper come Andrea Droghetti, co-fondatore di Smace, scrittori come Paolo Panzacchi, studenti come Mariantonietta Falduto. L’obiettivo è aprire – questo uno dei concetti espressi nella lettera – un «nuovo percorso partecipato, mettendo al centro le idee, di tutte e tutti i giovani, per dare un futuro alla città di Ferrara che sia solido e di prospettiva». Sembra già l’abbozzo di un manifesto politico che potrebbe trovare espressione anche in un passo concreto quando manca ancora un anno al voto che vedrà Ferrara giudicare nell’urna l’operato della prima giunta di centrodestra dal dopo-guerra. I temi sono quelli che rispecchiano, più di altri, la sensibilità delle giovani generazioni: lavoro, università, infrastrutture, ambiente e sanità. La lotta contro il «precariato e la mancanza di tutele lavorative», gli investimenti per «attrarre nuove imprese dialogando con l’università», la «digitalizzazione», la «gestione appropriata del suolo e delle acque», l’economia «verde», un’offerta turistica «che affianchi a momenti più attrattivi (concerti e spettacoli) una programmazione culturale di spessore e accessibile a tutti con prezzi più bassi».

Spunti proposti come «stimoli» con lo scopo dichiarato di voler coinvolgere «i nostri coetanei per approfondire insieme queste tematiche utili a rendere Ferrara una città attrattiva a trecentosessanta gradi». Ciro Zabini indossa gli stivali di piombo: «Lista civica? È un discorso assolutamente prematuro, chiediamo piuttosto partecipazione. E capacità di comunicare, perché la giunta attuale sta sfruttando molti progetti della giunta precedente e chi li ha ideati e pianificati non ha saputo trasmettere il messaggio alla città». l

Gi.Ca.

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