Il mare dei Lidi è “eccellente”, sono le alghe a colorarlo male
Le analisi parlano di acqua pulita, senza batteri o metalli
Lidi L’acqua del mare ai Lidi di Comacchio è pulita. Anzi, stando ai monitoraggi Arpae è “eccellente” lungo tutto il nostro litorale. E allora perché la percezione da parte di molti va in tutt’altra direzione? La colpa, a quanto pare, è delle alghe e della sabbia. «Il nostro è un mare che dà da mangiare, in tutti i sensi – spiega il biologo ed ex sindaco di Goro Diego Viviani -. Il nostro mare è ricco di azoto e fosforo, sostanze che arrivano dai fiumi e per le vongole, le cozze ma soprattutto per le alghe è la situazione perfetta. Metalli e batteri, invece, sono assenti».
Come funziona Il monitoraggio delle acque di balneazione è affidato ad Arpae Emilia-Romagna e viene effettuato nelle stazioni individuate all’interno di ciascuna acqua di balneazione. In generale sono scelti punti dove si prevede il maggior afflusso di bagnanti o il rischio più elevato di inquinamento e sulla base del calendario di campionamento stabilito dalla Regione, comunicato ogni anno al Ministero della Salute, che lo trasmette alla Commissione UE. «Insomma, i passaggi sono tanti e anche delicati – va avanti Viviani -. Capisco che per qualcuno trovarsi davanti a un mare non cristallino non sia il massimo, ma questo non vuol dire che sia inquinato. Anzi». Oggetto principale del monitoraggio è la ricerca di Escherichia coli ed Enterococchi intestinali ritenuti i migliori indicatori di contaminazione fecale. In ogni punto di campionamento, che sui Lidi sono ben 16, è prevista anche la rilevazione di parametri meteo marini relativi alle condizioni meteorologiche e allo stato del mare. «In altre zone d’Italia l’acqua è così trasparente che si può vedere il fondale a occhio nudo. Questo perché non ci sono microalghe in grande quantità – va avanti il biologo -. Anche la salinità può essere un elemento che fa la differenza così come l’apporto di sabbia per il ripascimento delle spiagge».
I profili delle acque di balneazione rappresentano una “carta d’identità” delle singole acque, basata sulla conoscenza del territorio e delle pressioni che insistono sulla fascia costiera. «In pratica se i tecnici di Arpae danno come parametro “eccellente” dovremmo iniziare a provare a fidarci, considerato che è anche tutto messo nero su bianco all’interno del sito, con un monitoraggio continuo». Le aree prese in esame sono infatti identificate sulla base della conoscenza delle caratteristiche del rispettivo profilo. Acque di balneazione già esistenti possono essere raggruppate purché contigue e con profili simili. I profili delle singole acque devono per legge contenere: la descrizione delle caratteristiche fisiche, geografiche e idrologiche delle acque di balneazione e di quelle di superficie il cui bacino drenante recapita nell’acqua stessa poiché possibile fonte di inquinamento; l’identificazione e la valutazione delle cause di inquinamento che possono influire sulle acque di balneazione e danneggiare la salute dei bagnanti; la valutazione del potenziale di proliferazione cianobatterica; la valutazione del potenziale di proliferazione di macroalghe e/o fitoplancton; l’ubicazione del punto di monitoraggio.
Mare marrone Ogni tanto vediamo l’acqua del mare assumere colorazioni strane, che sui nostri Lidi vanno dal marrone al verde scuro ma anche la mattone. «Si tratta delle “maree colorate” dovute appunto alla intensa proliferazione di alghe microscopiche che vivono in colonna d’acqua (fitoplancton). Il colore che vediamo dipende dal pigmento dominante della specie protagonista. Le alghe sono infatti organismi fotosintetici e contengono delle molecole che catturano l’energia luminosa (i pigmenti appunto) che poi trasferiscono alla clorofilla che è l’attrice principale della fotosintesi». A questo va aggiunto che «con il ripascimento, la sabbia viene prelevata dalla draga in un punto e portata in un altro. Ci vuole quindi un po’ perché tutto si depositi, tenendo anche presente che in molti casi particelle continuano a restare a mezz’acqua. Diverso è un fondale fatto di sassi o grandi pietre e che non viene mai toccato o sollecitato. Il nostro è anche un mare poco profondo, quindi ci si cammina dentro tranquillamente mentre altrove si hanno subito profondità importanti». Insomma, non è forse un belvedere, in particolar modo quando arriva tanta gente e sta ferma nello stesso punto. Ma non c’è dubbio che il mare dei Lidi sia pulito. «Se cerchiamo la trasparenza, l’unica è svegliarsi all’alba in una giornata di calma piatta. Altrimenti godiamoci le vacanze e la fortuna, cosa non da poco, di avere un posto così a due passi dalla città». l
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