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Contesa sulle tariffe

«Col teleriscaldamento, ferraresi ridotti a bancomat di Hera. Caso all’Antitrust»

«Col teleriscaldamento, ferraresi ridotti a bancomat di Hera. Caso all’Antitrust»

Utenti sentiti dalla Commissione consiliare. L’assessore Balboni: «Arera regolerà il prezzo»

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Ferrara «Hera ha aumentato a dismisura i propri ricavi senza dover rispondere a un incremento di costi. È un abuso di posizione dominante basato sull’applicazione di prezzi discrezionali», ripetono Massimo Buriani, direttore di Coop Castello, e Katia Furegatti, portavoce di “Rete Civica contro i rincari del teleriscaldamento”, invitata ieri – assieme al collega Mattia Guaresi – a portare la voce dall’utenza in IV Commissione consiliare.

L’audizione avviene nello stesso giorno in cui sulla stampa compare la notizia che l’Antitrust Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un’istruttoria ipotizzando l’abuso di posizione dominante a carico di due multiutilitity per le tariffe del teleriscaldamento: Iren e A2A.

Furegatti, Guaresi e Buriani si apprestano a portare sul tavolo dell’Antitrust anche il caso ferrarese, ieri al centro di oltre due ore di comunicazioni e dibattito durante le quali i tre cittadini invitati hanno chiesto a chiare lettere «un impegno concreto e trasparente» per giungere entro settembre alla definizione di un accordo con Hera che riduca in modo sostanziale i costi per le 26mila famiglie ferraresi allacciate. Utenze che, come ha precisato lo stesso Buriani, hanno sottoscritto «contratti che prevedono anche condizioni molto diverse tra loro, con buona pace della trasparenza e dell’equità».

«Costi che vedono la città di Ferrara, con i suoi pozzi geotermici, addirittura svantaggiata rispetto ad altre città che utilizzano il teleriscaldamento ma non hanno la risorsa geotermica, come Modena o Bologna – ha aggiunto Buriani – Nonostante a Ferrara venga riconosciuto uno sconto fiscale da parte dello Stato, proprio per la presenza dell’acqua calda nel sottosuolo, a Ferrara, da febbraio 2023 in poi, le tariffe sono state più alte che nelle altre due province». La politica tariffaria di Hera, come ha ricordato Mattia Guaresi, nonostante il teleriscaldamento sia alimentato «per l’85% da fonti naturali e locali (gas e recupero di calore dal termovalorizzatore)» tiene come riferimento il prezzo del gas, con un meccanismo di maggiorazione che «rende più conveniente avere una vecchia caldaia a gas inquinante piuttosto di un sistema centralizzato ecologico. Gli anziani, in inverno, non si sono scaldati perché hanno avuto paura di non riuscire a pagare le bollette di Hera; inoltre le nostre case si stanno svalutando, teleriscaldamento e geotermia non sono più un’energia sostenibile per la nostra città e molti utenti che possono staccarsi dal servizio stanno valutando di farlo. Questa situazione rischia di far naufragare anche i progetti di sviluppo della geotermia in questa città, compresi i futuri interventi relativi a 23 milioni stanziati dal Pnrr per il potenziamento della componente geotermica». Buriani ha mostrato un grafico che, dal settembre 2021, evidenzia il progressivo distacco della tariffa fissa del teleriscaldamento da quella del gas tutelato con un gap crescente, fino a 35/40 euro a Kilowattora (Kwh). «Rapportando i costi a un’unità più grande, il megawattora (Mwh), non siamo riusciti a spiegare con nessuna simulazione e calcolo perché il prezzo qui ha raggiunto picchi di 308 euro a Mwh – ha detto Buriani – Davvero è possibile considerarlo un prezzo legittimo?». A fronte di tutto ciò, Hera «finora non ha manifestato segnali di apertura rispetto alle nostre richieste e, anzi, comunicando dati incomprensibili e incoerenti, attribuisce all’utenza un fantomatico risparmio. Chiediamo a questa giunta di impegnarsi per un cambiamento e un risultato utile per la città», ha dichiarato Furegatti. Tra le richieste di Rete Civica, la riduzione del prezzo di 0,155 euro/Kwh a 0,06, livello a cui riportare anche il costo del calore prodotto dal termovalorizzatore, ma anche un tetto al prezzo del servizio inferiore a quello del gas. L’assessore Alessandro Balboni ha rifiutato il ruolo «di controparte dei cittadini» e ha definito «iniqua» la tariffa del teleriscaldamento, un errore collegarla «fin dagli anni ’90 al prezzo del gas». Balboni ha annunciato che l’ente di regolazione del mercato, Arera, ha intenzione di deliberare un intervento sulle tariffe entro il 30 settembre» e ha spiegato che il Comune intende arrivare a quella data con un accordo che superi anche il meccanismo del prezzo fisso per una soluzione «equilibrata».

Secondo il capogruppo Pd, Francesco Colaiacovo, gli inspiegabili rincari applicati sul teleriscaldamento assomigliano «ad una sorta di truffa», ha messo quindi a disposizione il gruppo per trovare una soluzione condivisa. Per Dario Maresca (Ferrara Bene Comune) bisogna pagare la risorsa «per quello che costa, e finora il pungolo dei cittadini è stato utile». Federico Soffritti (Fdi) è favorevole a un intervento che riequilibri il meccanismo alla base del calcolo delle tariffe, mentre Tommaso Mantovani (M5s) ha additato i guasti del ricorso al «libero mercato». l

Gi.Ca.

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