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Il caso

Jolanda di Savoia, la denuncia: «Hanno devastato quell’oasi»

Marcello Pulidori
Jolanda di Savoia, la denuncia: «Hanno devastato quell’oasi»

Parla Andrea Bregoli, agronomo e guardia ecologica. Il probabile sversamento già segnalato ad Arpae, Comune e Carabinieri Forestali

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Jolanda di Savoia «Qualcuno ha devastato l’oasi naturalistica che si trova su Strada Gualenga. Credo si tratti di qualcosa di molto grave. Per quanto mi compete ho provveduto a segnalare il caso alle autorità di primo intervento».

La denuncia, forte e chiara, arriva da chi ha dedicato la propria vita all’insegnamento e alla difesa dell’ambiente. Parliamo di Andrea Bregoli, agronomo, per 15 anni docente di chimica agraria all’istituto “Navarra” di Ostellato, oggi guardia ecologica volontaria. Anche per questo le sue parole hanno un peso che non si può ignorare. Proprio secondo il professor Bregoli, infatti, «si tratta quasi sicuramente di uno sversamento. Ovviamente non posso esserne certo, perché saranno le autorità preposte a stabilirlo. Così come potranno essere stabilite anche altre particolarità. La mia esperienza, però, mi suggerisce che si tratta di una sostanza organica, maleodorante, e quasi certamente siamo di fronte a uno sversamento. Ma preferisco non aggiungere altro – dice ancora Bregoli con grande buonsenso – in attesa che le analisi dicano l’ultima parola in questo senso. La mia è stata la segnalazione di qualcosa che andava segnalato a chi di dovere». Bregoli annuncia infatti di aver già notificato la segnalazione all’Arpae, al Comune di Jolanda di Savoia competente per territorio e ai Carabinieri Forestali di Ferrara.

«Me ne sono accorto transitando in zona, anche perché da quello che è rimasto di questa oasi si “alza” una puzza che è impossibile non sentire. Ho scattato alcune fotografie e le ho allegate alla segnalazione».

La scoperta, si diceva, risale a pochi giorni fa quando passando su Strada Gualenga lo stesso Bregoli si è accorto di quanto accaduto, molto probabilmente la notte precedente. Ma è possibile inquadrare con maggiore precisione la probabile “carta di identità” di questa sostanza organica finita nell’oasi? «Ripeto, non posso sbilanciarmi nel definire una sostanza che deve essere analizzata, ma mi pare di poter dire che ha tutto l’aspetto di essere qualcosa di molto simile a deiezioni (feci, ndr) liquide, anche tenendo conto del fatto che si tratta di sostanza maleodorante. In più di una occasione mi sono imbattuto in casi analoghi, anche nel corso degli anni in cui sono stato docente di chimica agraria all’istituto “Navarra” di Ostellato». l


 

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