Ferrara, Save the Park: «Non tornerà come prima. Parco da tutelare nel Pug»
Anti-Bruce contestano il recupero e “inscatolano” il degrado
Ferrara Il tema del Parco Urbano deve entrare nel Piano urbanistico e prossimamente il comitato Save the Park parteciperà al Consiglio Comunale per fare chiarezza su diversi punti ancora molto oscuri. Dopo la rinuncia di Marianna Suar fino a poco tempo fa al vertice del comitato, è subentrato Giangaetano Pinnavaia che sta proseguendo sulla strada tracciata da chi lo ha preceduto. Ieri insieme ad alcuni esponenti del comitato riunitisi al parco Massari, ha voluto sottolineare che l’attività di contrasto ad un utilizzo indiscriminato della vasta area verde, continua sempre più pressante specialmente dopo la situazione lasciata dal concerto di maggio di Bruce Springsteen.
«Oggi – ha precisato Pinnavaia – chiediamo ufficialmente qual è lo stato dei lavori in corso, cosa si è inteso per “ripristino” e perché dopo due mesi ancora non sia possibile accedere neppure da parte di alcuni consiglieri, fare fotografie e conoscere l’ammontare delle spese che il Comune sta affrontando. Mi rifaccio al contenuto del libro di Borton “Ecologia oscura” - ha proseguito – dove l’autore si chiede perché consideriamo la natura un oggetto, invece di rispettarla ed anzi danneggiandola come è accaduto al nostro Parco Urbano». A questo proposito ha voluto ripercorrere le tappe di un percorso iniziato nel 1953 quando si iniziò a parlare di questa realizzazione che doveva legare la città alla campagna arrivando fino al Po, secondo una sperimentazione botanica ed agricola : negli anni ha convissuto con una piscina in cemento, l’entrata prevista in via Gramicia con diversi servizi che invece ha dato spazio al Cus, una discarica che ancora si trova in pessime condizioni di fronte alla Motorizzazione. «Il Parco – ha quindi concluso – doveva essere l’immagine della natura smentita da tutto questo».
L’azione di contrasto del comitato ha fallito: voleva salvare il Parco e non c’è riuscito. Lo ha ribadito Sergio Golinelli che pur sottolineando come il nuovo prato non sarà mai come quello che è stato distrutto, ha scelto la strada della satira presentando insieme ad Alessandro Tagliati, una serie di cinque prodotti dedicati ognuno ad un personaggio. In alcuni vasetti saranno infatti disponibili per i cittadini “Fangalan” una miscela con ingredienti fango, paglia, ghiaia; Primo Gran Premio Trotta ricordo di Ferrara Città sul tetto del mondo, La Gulinella su antica ricetta di nonno Vittorio; Fangaglia del Parco Urbano; Elisir della ricrescita Veni-vidi verde a base di naomina pura al 100%. «Noi ci scherziamo – ha concluso Golinelli – ma il problema rimane. C’è stato un disastro ed ora si parla di ripristinare creando vialetti di sei metri in cemento, ma a cosa servono se chi transita lo fa in bici o a piedi? I beni pubblici sono a disposizione di chi paga mentre tutta la comunità è stata privata per tre mesi del Parco».
Concorde anche Claudio Fochi che ha ricordato come il Parco fosse stato ideato come un’espansione virtuosa della città protetto dall’Unesco. l
Margherita Goberti
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