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«L’Unesco? Può solo escludere Ferrara». Sgarbi “chiama” la soprintendenza

«L’Unesco? Può solo escludere Ferrara». Sgarbi “chiama” la soprintendenza

Denuncia anti-degrado: il sottosegretario pensa a controlli ministeriali

14 luglio 2023
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Ferrara Chiedere l’intervento dell’Unesco sulle “emergenze” che minacciano l’integrità del patrimonio cittadino, dal ripristino del Parco urbano all’iper traffico in Martiri o alle strutture per i concerti in piazza, «è un’iniziativa priva di utilità pratica: l’unico sbocco potrebbe essere l’esclusione di Ferrara dalla lista Unesco». Invece queste questioni, ed in particolare la sistemazione post-Springsteen del Parco Bassani, possono «essere valutate a livello di Soprintendenza, ed è quello che intendo sollecitare». A dirlo è Vittorio Sgarbi, sottosegretario ai Beni culturali, dopo la lettera all’Unesco predisposta da Mario Zamorani e Paolo Niccolò Giubelli (+Europa), che mette appunto nel mirino tre criticità causate, nella lettura dei proponenti, alle «scelte scellerate» della giunta Fabbri. Nel frattempo prosegue la raccolta firme che precede l’invio della lettera-denuncia.

La risposta Il sottosegretario era già a conoscenza del problema, o almeno di una sua parte, «mi ha chiamato Andrea Malacarne (storico esponente di Italia Nostra, ndr) per segnalarmi questo problema del ripristino del Parco Urbano dopo il concerto. Ora c’è questa lettera all’Unesco, che ha un po’ il sapore di una chiamata in causa della preside, di una istituzione superiore che possa intervenire dove a livello locale non si riesce. Non è la giusta interpretazione del ruolo dell’Unesco». Sgarbi chiarisce che «simili denunce possono portare solo ad un risultato, cioè l’esclusione di Ferrara dalla lista dei siti patrimonio dell’umanità, attraverso l’invio di ispettori, ma si tratta di un’eventualità davvero estrema: in ogni caso, non sarebbe una mossa molto intelligente per la città. Ho letto peraltro un tono preoccupato più che denigratorio. Ci sono - prosegue il sottosegretario - altri livelli di controllo e valutazione per quanto segnalato, in amito ministeriale: mi riferisco appunto alla soprintendenza, che posso sicuramente interessare alla questione».

Sgarbi prova ad entrare nel merito, pur non avendo visto direttamente quanto segnalato: «Al Parco Urbano ci sono segni di ruote sul terreno, e mi dite ora ripristini con lavori nei vialetti. Qui una valutazione può essere effettuata. Per quanto riguarda lo spazio concerti, mi sembra difficile poter individuare soluzioni diverse fino alla conclusione del periodo dei concerti. Convengo che i bagni chimici di fianco al Duomo siano una brutta immagine, si potrebbe studiare una collocazione diversa, meno d’impatto, magari dietro l’abside».

I precedenti In tutta la sua storia, solo due siti sono stati cancellati dal patrimonio Unesco: l’Arabian Oryx Sanctuary in Oman, nel 2007, a causa delle ricerche di petrolio e gas, e la Valle dell’Elba di Dresda, in Germania, che è stata attraversata da un nuovo ponte voluto con referendum dagli abitanti. Di recente sono finiti a rischio lista rossa, per fare esempi, la Grande barriera corallina, minacciata dai cambiamenti climatici e la vecchia città marinara di Liverpool, dove si è costruito a tutto spiano. Anche Venezia è tra i patrimoni minacciati, in questo caso dalle navi da crociera e dal turismo di massa in generale, «il sindaco Brugnaro mi ha chiamato su questo tema, c’è preoccupazione ma siamo fermi a questo» è l’aggiornamento del rappresentante di governo.

Intanto la petizione “Ferrara chiama Unesco” viaggia verso le 1.000 firme su change.org. l

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