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Da Fertilia sulle tracce dei “fondatori” ferraresi

Margherita Goberti
Da Fertilia sulle tracce dei “fondatori” ferraresi

È partito il viaggio in barca di un gruppo di sardi esuli dalmati

30 luglio 2023
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Ferrara Accanto ad Alghero città di storia e lingua catalana, c’è Fertilia una frazione fondata negli anni Trenta da ferraresi e veneti e poi popolata nel dopoguerra dagli esuli giuliani e dalmati. Ed è proprio da chi ha vissuto la tragedia dell’esodo dall’Istria che è nato il progetto di ripercorrere, a distanza di tanti anni, a ritroso, quel viaggio drammatico che nel 1948 portò 53 famiglie in Sardegna su tredici pescherecci. “Ritorno alla terra dei padri” è quindi la ricerca delle radici continentali che ha ispirato questa esperienza voluta dall’associazione Fertilia Domus Omnium, che si connette a Ferrara perché negli anni tra il ’33 e il ’38 furono proprio migranti ferraresi e polesani a bonificare quelle terre.

La partenza vera e propria domani e durante il percorso che si concluderà l’8 ottobre a Trieste, una delle tappe sarà a Porto Garibaldi il 23 agosto; il 25 agosto è previsto l’incontro a Ferrara con il sindaco Alan Fabbri con il coinvolgimento sia della comunità ferrarese sia dei profughi che vi risiedono. Infatti Mauro Manca e Giuseppe Bellu organizzatori di tutto l’evento accompagnati dal ferrarese Paolo Govoni, imprenditore e vicepresidente della Camera di commercio, che collabora alla realizzazione del progetto, vennero in città per annunciare al sindaco il programma. «Siamo pronti ad accogliere gli amici di Fertilia nel segno dei nostri padri – ha dichiarato Fabbri – Ma il progetto prevede un ulteriore sviluppo, ovvero la costituzione di un presidio fisso di cultura ferrarese in Sardegna. L’obiettivo dopo circa un secolo, è riconnettere popoli fratelli, facendo riscoprire ai cittadini di Fertilia, i legami con i loro padri e con chi ha contribuito in maniera determinante a costruire lo sviluppo di quella terra, così lontana e così vicina». Da parte degli organizzatori il progetto rappresenta invece, il mantenimento della memoria, la riscoperta e la riconnessione delle loro famiglie con i discendenti di chi, a costo di sacrifici inenarrabili, ha contribuito a fondare Fertilia.

Il Klizia, una imbarcazione a vela ed a motore, raggiungerà Stintino prima tappa del viaggio, per proseguire per i porti di Castelsardo antica roccaforte del Doria, Santa Teresa di Gallura, ultima sosta sarda del viaggio. La prua si dirigerà verso la Corsica, poi arriverà in Toscana per proseguire nel Lazio, fino al delta del Po approdando a Porto Garibaldi e riprendendo la rotta, dopo la sosta ferrarese, in Adriatico per fermarsi a Chioggia per ricordare un avvenimento importante. Fu in questa città infatti che nella primavera del 1948 partirono i 13 pescherecci con le 53 famiglie a bordo; esuli e fuggite dall’Istria dopo un viaggio avventuroso sbarcarono in Sardegna per raggiungere Fertilia meta voluta dal giovane sacerdote don Francesco Dapiran che consentì loro di trovare un luogo fertile in cui ritrovare la vita. Anche la sosta a Venezia avrà un significato particolare in quanto Fertilia porta le effigi rappresentate dal Leone di San Marciano il più ad occidente della Serenissima e dal campanile della Chiesa intitola a San Marco realizzato per volontà dello stesso don Francesco a metà degli anni ’50.

«La nostra identità – precisa Federico Marongiu – è intimamente legata alla città di Venezia che con la sua influenza ha rappresentato e rappresenta ancora oggi le comunità ferrarese, giuliano dalmata ed ovviamente veneta che vivono a Fertilia. Noi siamo orgogliosi di ciò ed infatti sulla nostra vela campeggia il Leone Alato che rappresenta proprio Fertilia a cui si unisce il viscerale legame con la Sardegna a cui siamo grati per l’accoglienza che ci riservò e di cui ci sentiamo figli». “Ritorno alla terra dei padri” si concluderà a Trieste.

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