Cento, la protesta: «Date spazio ai ragazzi. Rispetto per la Centese»
Protesta in piazza Guercino sul nodo gestione dei campi: «Lo Spallone certe domeniche è vuoto e noi ad Argelato»
Cento Arrivano alla spicciolata. Bimbi, ragazzi, tecnici, dirigenti, genitori... Maglietta biancazzurra Centese, oppure t-shirt blu con il claim “per innamorarsi ancora”.
Piazza Guercino, tardo pomeriggio di ieri. Oltre duecento persone mettono in scena il sit-in che intende richiamare l’attenzione del sindaco Accorsi e della città: la Centese ha oltre 350 tesserati e fruisce di due campi (il Bulgarelli – che è anche per la prima squadra – e il parco Reno), il Guercino calcio un quinto in meno e gestisce (da bando vinto) l’impianto dello Spallone. «Non vogliamo togliere niente a nessuno – sottolineano all’unisono Sonia, Lucia, Margherita ed Erica –: chiediamo solo che i nostri figli possano allenarsi e giocare nelle ore lasciate vuote allo Spallone».
Sibilano fischietti a go-go nella piazza, giusto per risvegliare il torrido e sonnolento giorno guerciniano. «Lo spiegate voi ai nostri figli che non possono giocare?», rilancia con sguardo all’orizzonte papà Nicola. È un campanello d’allarme quello del mondo Centese. «Non abbiamo intenzione di inasprire la polemica e neppure sottrarre spazi ad altri: solo che vengano prese in considerazione le nostre esigenze», racconta il responsabile del vivaio Ciro Di Ruocco spalleggiato dai partner Edoardo Marchi e Nicola Cappabianca. Andrea Govoni, storico ex calciatore ed attuale mister, aggiunge: «Non è questione di bando o non bando. Dobbiamo metterci a sedere tra le parti e dialogare. Parlando, intanto, di numeri. Non vogliamo che alcuni nostri ragazzi siano costretti a tesserarsi per squadre di altre società fuori provincia. Poi bisognerebbe affrontare l’argomento campi: da trent’anni non si fanno più investimenti».
Vitina Pagano è la coordinatrice del comitato genitoriale, che rappresenta le 14 annate del settore giovanile della Centese. «Il problema delle strutture nel territorio è atavico e non è colpa di questa amministrazione. E sia chiaro che noi non ce l’abbiamo con la società del Guercino. Ma se è giusto che il sindaco non risponda di responsabilità non sue, altrettanto vero è che ora lui amministra: quindi può e deve».
«Mi spiego – riprende la Pagano –: per quale motivo il campo dello Spallone (assegnato tramite bando al Guercino; ndr) certe domenica mattina è vuoto, mentre i nostri ragazzi devono emigrare ad Argelato? Non chiediamo la luna sulla terra, semplicemente una gestione dignitosa e adeguata delle capacità strutturali del territorio. Come genitori chiediamo semplicemente che il Comune trovi una soluzione per 350 ragazzi che devono allenarsi in spazi sproporzionati in difetto, mentre un’altra società ha spazi sproporzionati in eccesso. Ci interessa inviare un messaggio di ragionevolezza. E anche le parole hanno un contenuto ed un messaggio». La Pagano specifica: «Sul sito del Guercino calcio c’è scritto: “Il campo dello Spallone è ancora casa nostra”. Non è così: quell’impianto è del Comune ed è dato in convenzione. Non è casa loro, bensì un bene della cittadinanza. Questa è arroganza intellettuale. Abbiamo già chiesto per fine agosto un incontro col sindaco, ci aspettiamo una data per il faccia a faccia».
«Le carenze impiantistiche sono gravi – spiega Alberto Fava, presidente della Centese –: di certo non vogliamo fare una guerra di quartiere. Vogliamo solo avere tutele e riscontri da parte del Comune: i nostri bambini al momento devono allenarsi l’uno sull’altro. Qualcuno dovremo respingerlo e non mi pare una cosa etica. C’è un disequilibrio di spazi da gestire e un ordine differente deve disegnarlo l’amministrazione. Sarebbe una sconfitta per il territorio – aggiunge Fava – se i nostri bimbi dovessero andare a tesserarsi per società del Bolognese. Lo facciamo per i giovani di oggi e del futuro. I nostri tesserati sono tre volte superiori a quelli di altre società del Centese. Con il Guercino abbiamo già tentato di dialogare, ma al momento non c’è stata apertura». l
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