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L’iniziativa

Dai balconi alla tavole: Codigoro onora la promessa fatta nel lockdown

Katia Romagnoli
Dai balconi alla tavole: Codigoro onora la promessa fatta nel lockdown

I codigoresi si ritrovano: cena in strada per «restare uniti»

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Codigoro Una festa di vicinato con apericena all’aperto con una lunga tavolata e pietanze preparate rigorosamente in casa e servite in forma comunitaria, per consolidare i legami d’amicizia sbocciati sui balconi, durante il lockdown. Una cinquantina di residenti tra le vie don Bosco e via don Luigi Orione a Codigoro, ha dato vita, giovedì sera, ad un’iniziativa davvero singolare, ma carica di emozione e coinvolgimento, organizzando «una cena in strada, tutti assieme, che ci eravamo promessi di fare, una volta terminata la pandemia – ha dichiarato Luigi De Carlo uno dei promotori, durante l’allestimento dei tavoli -. Abbiamo chiesto ed ottenuto tutte le autorizzazioni del caso dalla polizia locale e ciascuno di noi ha aderito portando vassoi e terrine con specialità preparate in casa, da condividere con tutti i partecipanti». Dall’imbrunire hanno cominciato ad arrivare famiglie, coppie, abitanti, chi a piedi, chi in bicicletta, chi con sporte e vassoi, chi con bimbi a mano, ma anche con cani al guinzaglio e la via don Bosco si è trasformata nel cuore di una cena tra vicini, ricca di colori, profumi, a partire da quello della zia ferrarese, lavorata in casa ed offerta da Roberto Occhiali e dalla sua compagna Tiziana Biolcati Rinaldi.

L’idea «Io e mia moglie Salvatrice abbiamo portato un bello strudel, ma anche lo spumante da abbinare al dolce – ha evidenziato Vincenzo Scafuri -, ma ci sono tanti altri dolci e specialità, tra i primi e secondi che nessuno resterà a digiuno. Probabilmente resterà cibo anche per i giorni successivi». Sulla lunga tavolata allestita di fianco al campo sportivo, è stato un trionfo di colori e sapori, dagli antipasti con alberelli creati con pastasfoglia a rondelle e piccoli würstel, sino alle frittate con zucchine, preparate da Martina Bozano e alle insalate di riso. «Io ho preparato pizzette margherita fatte in casa – ha aggiunto Valentina Zamariola – e arrosticini». Annarita Ferrari, un’altra residente, ha realizzato tante portafiaccole, all’interno delle quali sono state collocate lanterne alla citronella. «Questa idea è partita durante il periodo più buio della pandemia, quando dovevamo restare chiusi in casa – hanno poi spiegato gli abitanti -; era stata creata una chat di vicinato, che utilizziamo ancora oggi per scambiarci informazioni e ogni sera, alle 18, ci si dava appuntamento sui balconi. Partiva una campanella e quello era il richiamo per tutti. Poi Damiano Faccini, uno dei vicini, con le sue tastiere iniziava a suonare e sono nati tanti momenti di condivisione tra musica e canto. Lo ringraziamo e ringraziamo anche Lisa, Marco e Fabio, i più giovani del gruppo, che hanno fatto da collante. Questa è la prima edizione della festa di vicinato e non sarà l’ultima». l

Katia Romagnoli

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