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Il lutto

Scortichino, “Dal Mister” volti stravolti per Fara: «Era la sua seconda casa»

Marcello Pulidori
Scortichino, “Dal Mister” volti stravolti per Fara: «Era la sua seconda casa»

Bergamini e Fabbri nel bar e poi in chiesa

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Scortichino Di solito luogo di battute e risate, di pacche sulle spalle e di giovialità, ieri fin dal primo mattino il pub “Dal Mister” sembrava un altro posto. Musi lunghi, poca voglia di scherzare, occhi lucidi che s’incrociavano, un senso di smarrimento collettivo e anche la consapevolezza della precarietà della vita. Una tragedia, quella in cui venerdì scorso ha perso la vita Emanuele Faraguti, che ha lasciato attoniti, stravolti, senza parole. Qui ci sono gli amici di sempre, quelli di una vita, quelli coi quali ci si capisce, appunto, con uno sguardo. Si sono dati appuntamento attorno alle 13: un bicchiere, un caffè, e poi tutti a Gavello per “salutare” Fara.

Alan Fabbri Arriviamo davanti a questo storico locale, ritrovo di centinaia di persone che gravitano in questo territorio, attorno alle 12.45. Nemmeno il tempo di scendere dall’auto, che notiamo una figura molto conosciuta avviarsi verso l’interno. È Alan Fabbri, oggi sindaco di Ferrara, ma – oggi più che mai – nato a Bondeno e residente a Burana. Figlio di questa terra. A pochi metri un cartello/marchio con il nome della birra prodotta dalla famiglia Fabbri, ma oggi non è giornata, e non c’è spazio per altro che non sia un dolore immenso. Come è giusto che sia. «È la stessa sensazione orribile – dice il primo cittadino ferrarese con la sua tipica spontaneità e riferendosi alla tragedia ancora fresca – che vivo, che viviamo, ogni volta che, purtroppo, ci tocca e mi tocca accompagnare per l’ultimo viaggio un caro amico. Oggi (ieri per chi legge; ndr) ancora una volta sarà così. È già accaduto altre volte ed è straziante – prosegue Fabbri, quasi non trovando le parole per condensare tante emozioni così appuntite e dolorose –. Con “Fara” abbiamo vissuto momenti felici e di grande affetto: io ho 44 anni, lui ne aveva 46, la differenza tra noi è minima in questo senso. È sempre stato uno di noi, qui “Dal Mister” come altrove. Questa è la nostra seconda casa, qui ci sono le persone che ti vogliono bene».

Poi l’ultimo pensiero di Fabbri va ai familiari, in particolare al papà di Emanuele: «Sono andato a trovarlo domenica e ho visto quanto sta soffrendo ma spero trovi la forza per andare avanti proprio in memoria di Fara. So che ce la farà».

Mentre il sindaco di Ferrara – ieri in veste assolutamente privata – parla si intuisce bene che in questa terra, e anche in questo locale, conserva sentimenti consolidati negli anni che spesso sono diventati anche vicinanza politica e professionale, sostegno a tutto campo. Fabbri si è poi seduto in uno dei tavoli del locale assieme a una manciata di amici aspettando l’ora stabilita per la partenza. Più tardi ha raggiunto con loro la chiesa di Gavello, rifuggendo ogni “riflettore” e sostando all’esterno del tempio, sul sagrato, assieme agli amici di sempre.

Fabio Bergamini Con Fabbri c’è anche un altro figlio di questa terra (e fra l’altro anche lui ex sindaco di Bondeno), Fabio Bergamini, che oggi è un consigliere regional, altro esponente della Lega di Salvini: «Difficile, sempre difficile, trovare le parole giuste in momenti come questi – dice commosso Bergamini –. Per noi perdere un amico come “Fara” è stato, e sarà sempre, come perdere un familiare, qualcuno del gruppo a cui vuoi veramente bene». Ma sapete come è accaduto l’incidente in cui ha perso la vita “Fara”? «Siamo sempre, come accade in simile circostanze, costretti a fidarci di “quel che si dice” – risponde un altro amico –, sembra che Emanuele stesse superando un trattore, quindi a velocità bassa. Pare, ma è sempre un “pare”, che sia stato colto da un malore perché si sarebbe quasi piegato sul volante della moto. Poi purtroppo cadendo le ferite sono state molto importanti».

Anche davanti alla chiesa, nell’atto finale di questa giornata dolorosa, gli amici provano a immaginare come può essere scomparso il loro amico. Prima che il rombo delle loro moto lo saluti per l’ultima volta. l

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