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Ferrara, ricattata online con foto intime: due uomini finisco sotto indagine

Daniele Oppo
Ferrara, ricattata online con foto intime: due uomini finisco sotto indagine

Revenge porn, sequestrati i dispositivi informatici dell’ex fidanzato

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Ferrara Foto intime diffuse online senza alcun consenso, su un sito internet - un forum “specializzato” - e poi anche in gruppo Telegram. Foto intime poi usate in maniera che appare ricattatoria nei confronti della ragazza ritratta in esse, in uno squallido giochino “obbligo o verità”.

Due uomini sono stati denunciati per il reato di “revenge porn”, ovvero per la diffusione di immagini a contenuto sessualmente esplicito senza il consenso della persona ritratta. Oggi in Procura verrà conferito l’incarico per una consulenza informatica sui dispositivi elettronici – smartphone in primis – sequestrati a uno degli accusati, ex fidanzato della ragazza che, tramite l’avvocato Luca Morassutto, che ha già seguito molti casi simili, ha deciso di denunciare tutto.

Era lui ad avere quelle fotografie e, secondo quanto emerso finora, è stato un account Telegram con il nickname da lui stesso usato a condividere in un gruppo foto e dettagli della vita di coppia, che avrebbero dovuto rimanere privati.

A rendere la storia ancora più brutta di quanto già non sia, c’è il modo con cui la ragazza è venuta a sapere della diffusione delle foto: un uomo – pare residente in Veneto, ma al momento irrintracciabile – l’ha contattata su Instagram, prima provandoci un po’ e chiedendole il numero per poter conversare su WhatsApp e poi, per convincerla che era il caso di rispondere, dicendole che c’erano delle sue foto in un sito internet e facendole delle domande, il tutto con la scusa di volerla aiutare. Per dimostrare che diceva il vero le ha invitato una foto, del tutto normale, ma con un particolare inquietante: il suo nome e cognome in una specie di didascalia sotto e la richiesta se c’era dell’altro sul suo conto. È in questo frangente, dopo altri scambi, che l’interlocutore le ha fatto capire che c’era anche dell’altro, derivato da un chat su Telegram e con questo “ariete” psicologico ha iniziato a fare domande sempre più esplicite e sempre più dettagliate che hanno fatto capire alla ragazza che aveva molte informazioni su di lei. Infatti ecco altre foto esplicite, in cui lei si è riconosciuta per de dettagli. Così è andata nel panico, comprensibilmente, ma lui ha pensato bene di continuare con le domande e con i ricatti: se vuoi delle risposte e delle informazioni utili devi giocare, obbligo o verità? Dai e dai con le domande e le foto mostrate, la ragazza, sempre molto attenta e poco accondiscendente con l’interlocutroe sconosciuto, capisce da dove possono arrivare quelle immagini e quei dettagli privati. Contatta il suo ex, lo interroga. Lui dice che ha cancellato tutto, che non ha messo niente su internet. Però il suo nickname su Telegram è lo stesso che, pare, abbia diffuso le immagini nella chat e questo non sembra l’unico dettaglio della vicenda a portare a lui: il secondo è la data di nascita dell’utente del forum, la sua.

La ragazza decide che è il caso di far terminare lo squallido gioco giocato alle sue spalle: si rivolge a un legale e denuncia entrambi gli uomini per revenge porn (aggravato nel caso del suo ex) e il secondo uomo, la cui identità al momento non è ancora sicura, anche per il tentativo di estorsione. La procura ha già fatto sequestrare i dispositivi informatici dell’ex ragazzo della vittima che da domani verranno analizzati da un esperto per vedere se ha raccontato il vero, se davvero non ha diffuso lui ciò che doveva rimanere privato. l

Daniele Oppo

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