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Mula incinta, evento rarissimo nelle campagne di Portomaggiore

Davide Bonesi
Mula incinta, evento rarissimo nelle campagne di Portomaggiore

Sono ritenuti animali sterili, nella storia si contano una sessantina di casi

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Portomaggiore Appena due settimane fa avevamo sentito l’esperto allevatore portuense Claudio Benini per una brutta notizia, la sempre più forte presenza dei lupi attorno al suo allevamento e a quelli di colleghi della zona. Benini è il proprietario del centro equestre “Il mio cavallo” che si trova nelle campagne del Portuense, dove oltre alle visite (specie dei più piccoli) è possibile effettuare la pet therapy. Avevamo raccontato dei nove gatti e di alcuni polli trovati morti, a causa dei lupi e forse anche delle volpi.

Oltre ai cavalli, qui si possono trovare anche somari, oche, polli, cani e gatti e una mula... incinta. Attenzione, quest’ultimo passaggio va riletto molto ma molto attentamente, perché per chi non lo sapesse le mule sono considerate animali sterili e c’è una statistica mondiale che parla di soli 60 casi di parti di mula nella storia. Dunque quello portuense sarebbe appena il 61esimo caso.

Doverosa una spiegazione, partendo appunto da cosa sono i muli, gli animali che nascono dall’accoppiamento di un cavallo con una somara: «I muli sono forti, specie in montagna, erano infatti usati in particolare in guerra». Poi ci sono i bardotti, ovvero i noti dall’incrocio tra cavallo e asino, «questi assomigliano come caratteristiche al cavallo» spiega Benini. Al pari dei bardotti, anche le mule non partoriscono, perché «cavalli e asini hanno un numero di cromosomi differenti - dicevano gli esperti Stefano Capomaccio, genetista del Centro di ricerca del cavallo sportivo, e Maurizio Monaci, ginecologo del dipartimento di Medicina veterinaria dell’Università degli Studi di Perugia nel commentare l’ultimo episodio simile nel giugno 2020 a Viterbo -: i cavalli, infatti, hanno 64 cromosomi e gli asini 62. Questo significa che i loro gameti hanno rispettivamente 32 e 31 cromosomi; perciò gli ibridi che nascono dal loro incrocio possiedono 63 cromosomi. Dal momento che il numero risultante è dispari, durante la produzione di cellule uovo e spermatozoi, i cromosomi non riescono ad appaiarsi nella maniera corretta e non si riescono a formare gameti normali. Questo fa sì che muli e bardotti siano sterili». Ma le regole sono fatte per avere le eccezioni, da qui la stima di come dal 1527 a oggi si siano contati solo 60 parti. Come detto l’ultimo parto era quello di Viterbo, con la nata chiamata Quarantena essendo in tempi di Covid.

Ma come è arrivata la mula incinta a Portomaggiore? «L’ho acquistata in primavera da un allevatore in Svizzera - ci dice Benini -, ovviamente nessuno si era accorto che era gravida. A un certo punto era impossibile non notarlo e la sorpresa è stata tanta, così ho chiamato l’amico allevatore, il quale mi ha spiegato che aveva messo la mula nello stesso edificio con dei somari, ovviamente contando sul fatto che tanto non restava incinta... Invece, ecco la sorpresa e visto che sta già alzando le costole vuol dire che non manca tanto al parto, al massimo un paio di mesi, ma credo meno».

Lo stesso Benini, consapevole dell’eccezionalità del caso, ha fatto ricerche in rete per scoprire come sia possibile e, come si legge nell’intervista agli esperti per il parto di Viterbo, tale fatto è assolutamente inspiegabile dal punto di vista scientifico.


 

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