A Ferrara il BuskersFestival schiera i suoi maestri: «È qui la vera musica da strada»
Presentata la 36ª edizione della rassegna. Gruppi entusiasti: «Siamo in famiglia». Simon, Cinque uomini, Stradeaperte, BeatBox, Sex Boys: «Divertimento e allegria»
Ferrara Tanti i giovanissimi che partecipano alla 36ª edizione del Ferrara Buskers Festival. Della presenza di tanti volti nuovi ci accorgiamo al primo sguardo, durante la presentazione, alle 13 all’Hotel Astra, della kermesse con Stefano Bottoni, presidente del Ferrara Buskers Festival, e Matteo Fornasini, assessore comunale al Turismo. «È uno degli eventi più rilevanti della nostra città, conosciuto in tutto il mondo, con 150 artisti da 25 nazioni», ha esordito l’assessore Fornasini. Un momento speciale sottolineato anche da Stefano Bottoni, il fondatore della rassegna che ha ricordato con un’esibizione musicale l’amico Andrea Scabbia.
«È stata una persona a me molto cara e gli ho dedicato una mia vecchia canzone, “Con gli occhi del dopo”. Andrea è stata una grande persona per tutti noi, sia umanamente che professionalmente», ha ricordato commosso Bottoni.
Tanti volti nuovi, dicevamo, ma anche tante riconferme, a testimoniare la validità e la qualità degli artisti che hanno saputo crearsi un loro pubblico, come per esempio “Cinque uomini sulla cassa del morto”, che torna a Ferrara per l’ottava volta. Francesco, Davide, Alberto, questi i loro nomi, hanno partecipato la prima volta come accreditati poi come invitati. «Siamo entrati nella famiglia, per noi questo Festival è come la conclusione dell’estate – hanno commentato – Abbiamo fatto un sacco di amicizie, con gli organizzatori e i ferraresi, ogni anno ci si ritrova. È una delle poche vetrine internazionali del nord Italia, ci è capitato di fare set qui e ricevere richieste. Ci piace questo aspetto di suonare sulla strada, si crea un rapporto intimo con il pubblico. Il contatto con la gente è caratteristico, con i gruppi si creano relazioni. L’anno scorso abbiamo fatto amicizia con un gruppo tedesco e sono venuti da noi in Friuli a registrare però la relazione si è creata qui a Ferrara». Suonano musica folk-rock in italiano, canzoni originali – precisano – La strada è il posto migliore dove testare la musica, perché vedi quale piace e quale no. Una delle novità di questa edizione è Stradeaperte, progetto nato a Napoli nel 2018, che si basa sul busking e sulle performance di strada. Marco Balestrieri, Riccardo Antonietti, Luca Cappuccio sono i tre componenti di questo progetto. «Abbiamo scelto di partecipare perché lo conoscevano già come Festival. I nostri strumenti sono in parte riciclati, usati nei lavori di casa, e in parte giocattoli che vengono suonati in un contesto di musica elettronica. Anche a Napoli suoniamo tutti i fine settimana nelle strade, un progetto nato cinque anni fa perché questi strumenti hanno un suono non convenzionale, e attirano l’attenzione del passante. Al Festival speriamo di divertirci, Comacchio è stata una bellissima esperienza», spigano i tre musicisti. Al battesimo c’è anche Garibaldi, nome d’arte del cantautore di Imperia, Simone Alessio.
«Come artista di strada mi esibisco in Francia, poi ho un progetto discografico con il mio produttore, Umberto Iervolino, a sette elementi e mi esibisco nelle piazze. Ho composto due colonne sonore, di “Tengo a dirlo” e “L’impegno in un abbraccio”, di Marino Carmelo, e sono anche attore in quest’ultimo film. Il mio nome d’arte è nato in un viaggio dove ho conosciuto tanti artisti senza produttore e pensavo che servisse qualcuno per unirci e fare qualcosa d’importante. Ho scritto una canzone che parlava di Garibaldi, che univa le persone a livello emotivo. Da lì ho conosciuto il mio produttore e da allora sono Garibaldi. A Ferrara sono in duo acustico con il chitarrista Fabrizio Sodaro. Sono molto felice di essere qui, di conoscere tante persone», conclude il cantautore. Simon Evans ha solo 19 anni, e per la prima volta si trova ad esibirsi al Festival. «Da piccolo venivo a Ferrara a vedere la manifestazione con i miei genitori e ho sempre sperato di farne parte, non vedevo l’ora di essere quello che suona», racconta Simon, che è cantautore.
«Il Festival mi sembra più vero – aggiunge– più realistico rispetto al talent show, posso essere chi voglio, non c’è niente in mezzo a cambiare il messaggio». La musica è la grande passione di Simon, che si è ritirato da scuola per studiare solo musica ed esercitarsi. I BasterdJazz vengono da Faenza, e sono già stati al Festival nel 2019, oltre che nel 2014 anche se per un solo giorno. «Siamo una band di strumenti a fiato, dove ci sono tromba, trombone, clarinetto, sax, sassofono, basso tuba, batteria. Di solito facciamo matrimoni, fate, siamo un gruppo versatile. Siamo un gruppo di Castelbolognese, abbiamo vissuto l’alluvione di maggio. Alcuni di noi avevano strumenti allagati, ma si sono salvati per fortuna. Si sono persi molto ricordi familiari, foto di famiglia, però ormai il peggio è passato. Da questo Festival abbiamo aspettative alte, siamo nati come street band, poi con gli anni siamo diventati commerciali, per noi è po’ come tornare alle origini, è bello il rapporto con il pubblico, molto intimo rispetto ad una sagra o a una festa». Giorgio 26 anni, Matteo, 20, e Grant, 26, fanno parte degli Italian BeatBox Family, da diversi anni si esibiscono nelle strade lombarde e per la prima volta si esibiscono in quelle ferraresi.
«La BeatBox usa strumenti con la bocca e diverse parti del corpo, facciamo percussioni o altri strumenti musicali, sia analogici che sintetici. Grazie a Grant che ha visto il Festival a Mantova nel 2018 e di cui aveva un bellissimo ricordo abbiamo deciso di candidarci. Dal Festival ci aspettiamo divertimento e di portare la nostra arte al pubblico». I tre musicisti rappresentano un’associazione, Italian BeatBox Family, di promozione sociale che si occupa di diffondere questa disciplina. Dalla Spagna, infine, arrivano i Sexy Boys Flipping, acrobati, anche loro per la prima volta la Festival. «Ci aspettiamo molto divertimento, molta allegria», concludono Adrian e Jesus. l
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