Pronto soccorso di Cento: la rabbia del comitato
Strali del coordinatore Marco Gallerani sul sindaco: «L’ospedale va difeso ma questa Giunta pensa ad altro»
Cento C’è una nuova puntata nella vicenda che riguarda le sorti del Pronto soccorso dell’ospedale “Santissima Annunziata” di Cento. «In atto ulteriori depotenziamenti delle prestazioni di ginecologia e urologia al Pronto soccorso di Cento. Qui, c’è da combattere una battaglia in difesa dell’ospedale». A lanciare l’ennesimo appello è Marco Gallerani, coordinatore del movimento “Cittadini Uniti in soccorso al Pronto soccorso”. Ieri davanti all’ospedale Gallerani ha riferito di nuovi e ulteriori depotenziamenti avvenuti proprio in questi giorni al Pronto soccorso e all’interno dell’ospedale. Due nello specifico: «Ridotte le prestazioni di ginecologia e urologia. Quando una donna in gravidanza si reca al Pronto soccorso, qualsiasi sia la problematica, non è garantita la prestazione del ginecologo, ma viene trasferita a Cona. Ridotta nei mesi scorsi da h24 a 12 ore giornaliere – ha detto ancora Gallerani – a oggi non è più garantita la prestazione di assistenza del ginecologo. Altro fatto grave riguarda l’urologia. Sono stati tolti altri posti letto per il ricovero, a cui si aggiunge un ulteriore riduzione dei tempi di prestazione, passata da h24 7 giorni su 7 dei mesi scorsi, ad h12 in 5 giorni su 7, fino a oggi in cui l’urologo è presente al Ps solo 8 ore per tre volte la settimana. Per una colica renale, si viene trasferiti al Delta». E poi ancora: «Nessuno lo dice, ma ormai il disegno è chiarissimo: l’ospedale di Cento è a servizio e serve per sopperire alle mancanze dell’ospedale di Cona. Questo è a dir poco inaccettabile. Come il fatto che tutto sta accadendo nel silenzio imbarazzante delle istituzioni, del Comune, della commissione consiliare istituita ad hoc, ma anche della direzione sanitaria».
Il referente del movimento entra ancora più nel merito: «Nessuna presa di posizione ufficiale da parte dell’assessore alla sanità, il medico Mario Pedaci. La commissione sanità, costituita il 22 maggio scorso, presidente Marco Pettazzoni, si è riunita una sola volta, il 1º giugno con diverse assenze per la concomitanza di un ponte. In tre mesi nessun altro incontro. Per prendere posizione su queste ulteriori riduzioni, passeranno altri tre mesi prima di una nuova convocazione? Non serve continuare a rimbalzare le responsabilità, in difesa della propria parte politica».
A pochi giorni dalla data in cui dovrebbe riaprire il Punto nascite dell’ospedale di Cento, dopo la sospensione nei mesi estivi decisa dalla direzione Asl, Gallerani fa un’altra amara constatazione: «In questi mesi – dice – il sindaco Accorsi ha garantito il massimo impegno al fine di scongiurare la chiusura del Punto nascite. Tuttavia, a pochi giorni dalla data in cui dovrebbe riaprire, la sala parto ci risulta sia stata smantellata. A oggi poco più di un magazzino. E le ostetriche sono già state ricollocate in altri ospedali. A Cento ne rimarrebbero tre. Quindi si trattava di una sospensione momentanea? Che fine hanno fatto gli impegni assunti dal sindaco? Ci dobbiamo preparare a un’altra presa d’atto? La Regione ha stanziato 7,5 milioni di euro per l’adeguamento della struttura. Utilissimo, ma se andremo avanti così, l’ospedale di Cento rimarrà un contenitore vuoto. E a rimetterci saranno ancora una volta i cittadini». Da qui, l’auspicio dei Cittadini Uniti in soccorso al Pronto soccorso: «Basta difendere gli interessi politici di parte. È ora che tutti insieme, istituzioni e amministrazione, Consiglio comunale, lavoratori e sindacati di settore, Asl, si scenda in campo in difesa dell’ospedale di Cento». l
Beatrice Barberini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
