Cresce il debito delle famiglie ferraresi, ma l’alternativa all’usura c’è
In un anno +3,4%, 18mila euro d’impegni. Aiuto dai curatori
Ferrara Anche a Ferrara cresce l’indebitamento delle famiglie, che sta viaggiando ormai verso i 19mila euro a nucleo, mutui compresi. La crescita è certificata da un’indagine della Cgia che evidenzia, peraltro, come il problema sia generalizzato, se è vero che il +3,4% ferrarese è sostanzialmente in linea con la media nazionale. Pochi sanno però che dal sovraindebitamento si può uscire, in maniera legale, attraverso aiuti diretti e consulenze come quella attivata dalla Camera di commercio, che nei primi anni di presenza di questo servizio ha ottenuto risultati significativi. Il tutto serve a scongiurare il rischio di finire in mano a usurai e aggravare la propria posizione.
I dati L’elaborazione del centro studi di Mestre evidenzia come nel giro di un anno, dal 2021 al 2022, la massa del debito che grava sulle famiglie ferraresi sia cresciuto da 2.929 a 3.029 milioni, facendo salire l’esposizione finanziaria media di ogni nucleo a 18.751 euro. Si tratta della cifra più bassa a livello regionale, al di sotto anche di quella di Rovigo, e ampiamente nella seconda parte della graduatoria nazionale, che è peraltro dominata dalle province del centro-sud. Ai vertici della classifica dell’indebitamento ci sono infatti Milano, Monza e Bolzano, il che indica quanto incida il costo dei mutui, molto più alto nelle province economicamente robuste, e che tipo d’impatto abbia la crescita dei tassi d’interesse. Dove i redditi sono più alti, peraltro, le capacità di ripagare i debiti è maggiore, mentre a Ferrara si può notare come l’indebitamento medio a famiglia sia di poco inferiore al reddito medio procapite.
Che fare Le associazioni dei consumatori segnalano periodiche richieste di aiuto da parte di famiglie sovraindebitate, ed è di ieri l’appello del consigliere Marco Mastacchi (Rete civica) affinché la Regione utilizzi i 400mila euro stanziati nel bilancio pluriennale per lanciare una campagna informativa sugli strumenti per combattere il sovraindebitamento e lanciare un bando per formare addetti (si andrà al 2024, fanno sapere a Bologna).
In realtà a Ferrara funziona già dal 2016 un Organismo di composizione delle crisi, questo il suo nome, costituito alla Camera di commercio, in grado di dare una grossa mano a chi prova ad uscire dai troppi debiti, attraverso un’opera di mediazione con banche e finanziarie che ha già portato risultati. In questi anni, infatti, sono stati effettuati 300 colloqui preliminari gratuiti con i gestori, che hanno prodotto 47 concordati minori, 31 ristrutturazioni del debito e 111 liquidazioni controllate. Le domande per le quali il gestore ha poi percepito un compenso sono 148, con oltre 14 milioni di attivo totali e 56,5 di passivo, e 137 accordi chiusi.
Come funziona Possono presentare richiesta consumatori, professionisti, imprenditori sotto soglia di fallimento, agricoltori, star up e quanti non siano soggetti a liquidazione. Il gestore, una volta verificaga a domanda, assiste il debitore nel redigere un piano di ristrutturazione e nella presentazione al giudice, accompagnato da una relazione sulle cause del dissesto. Se il piano viene ritenuto fattibile e il debitore meritevole, il Tribunale può sospendere espropriazioni o proteggere temporaneamente il debitore dalla maggior parte delle azioni esecutive e cautelari. Le tariffe del gestore sono decise per legge, con una parte fissa e una variabile.
«Contiamo nel giro di un anno e mezzo di ridurre del 10% le procedure concorsuali presentate tra il 2021 e il 2022 - dice Mauro Giannattasio, segretario Cciaa di Ferrara e Ravenna - Ristrutturare i debiti è un’operazione di ripristino della fiducia economica ma anche un aiuto concreto ai singoli, piccoli imprenditori e singoli “debitori civili”, per i quali il destino personale e la realtà economica spesso sono una cosa sola». l
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
