La Nuova Ferrara

Ferrara

Giovani e lavoro

Ferrara, un’imprenditrice: «Cerchiamo personale ma arrivano anche molti no»

Ferrara, un’imprenditrice: «Cerchiamo personale ma arrivano anche molti no»

I cartelli in un salone da parrucchieri e in un servizio di telefonia

3 MINUTI DI LETTURA





Ferrara Da qualche tempo quei cartelli compaiono più frequentemente sulle vetrine degli esercizi del centro storico. Carcasi barista, cercasi cameriere, carcasi parrucchiere, cercasi personale...La carenza colpisce indistintamente negozi di abbigliamento, attività di ristorazione e botteghe artigianali. Si cerca personale giovane e preparato, ma gli esercenti e imprenditori spesso accumulano delusioni a ripetizione. Lo racconta Antonella Giordani, titolare di due insegne in centro storico. Quella che si affaccia su corso Porta Reno, “Culture Club”, «dove oltre al taglio dei capelli e all’acconciatura offriamo attività culturali», spiega la proprietaria, ha bisogno di rinforzare il numero degli addetti. «In questo momento l’organico non è ottimale e chi è al lavoro deve colmare questa lacuna con un maggiore impegno – spiega Antonella Giordani – Per questo motivo stiamo cercando apprendisti o anche parrucchieri qualificati. Il cartello, di fatto, è sempre esposto e questa situazione, pur non essendo legata strettamente alla pandemia, si è certamente consolidata negli anni in cui il Paese ha risentito di più della circolazione del virus».

Il punto, sottolinea la titolare dell’attività, è che chi si presenta, anche se proviene da una scuola di formazione specifica (e a Ferrara c’è lo Ial) spesso non ha raggiunto una preparazione sufficiente a dare subito il contributo richiesto all’attività. «Poi c’è chi rinuncia – prosegue Antonella Giordani – e chi si lamenta di non essere a casa il sabato. Più in generale ho notato che dall’esordio della pandemia i giovani sono diventati meno disponibili e più esigenti, è più difficile relazionarsi con loro, anche durante i periodi di apprendistato». Nel salone si fanno i turni all’interno di un orario complessivo di 10 ore. «Viene pagato lo straordinario – aggiunge Giordani – c’è un giorno di riposo oltre alla domenica, ma è difficile che questa poi diventi la loro attività professionale, i giovani cambiano più spesso lavoro che in passato». Lo stipendio di un apprendista è di 5 euro l’ora per sei mesi, precisa l’imprenditrice. A fatica si raggiungono i mille euro al mese.

Non è da escludere che per in una generazione che preferisce bilanciare con più attenzione tempo di lavoro e tempo dedicato allo svago quel compenso non sia ritenuto adeguato rispetto al “prezzo” da pagare in termini di libertà perduta. I giovani oggi sono attratti da attività meno tradizionali e internet per alcuni rappresenta un possibile punto di approdo. Avere una famiglia alle spalle può inoltre ridurre le necessità. Ed è alle prese con la ricerca di personale anche il punto “Fastweb” di via San Romano.

«Il cartello sulla vetrina l’abbiamo affisso da poco – annuncia l’esercente, Alberto Coscia – Abbiamo affiancato anche un annuncio su una piattaforma. Qualcuno si è già fatto vivo». Il titolare esamina i curricula e poi chiama chi presenta un profilo più aderente alle esigenze dell’attività. «Qualcuno – racconta – ha preso appuntamento e non si è presentato, noi cerchiamo personale che possa restare a lungo perché deve essere formato. Proprio su questo aspetto abbiamo verificato qualche ritrosia. Ma se il personale deve apprendere le varie mansioni questo percorso richiede tempo e quindi non si può riprendere da capo dopo qualche mese o settimana». l

Gi.Ca.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google