Vaccolino, pitone di 2,5 metri recuperato sulla Romea
Vaccolino Sorpresa e spavento, sabato sera, per due turisti svizzeri che viaggiavano a bordo di un camper lungo la strada statale Romea, dopo aver scorto, attorno alle 21.40, all'altezza del km 36.600, nei pressi del bar "Giallo" di Vaccolino, la sagoma di un pitone che strisciava sull'asfalto. Le dimensioni e le caratteristiche del rettile hanno lasciato poco spazio ai dubbi e la coppia, dopo aver interrotto la marcia ed azionato le 4 frecce, ha pensato bene di chiamare il 112, ossia il numero unico per le emergenze in tutta Europa. Una gazzella della compagnia carabinieri di Comacchio ha immediatamente raggiunto i due turisti svizzeri, attivando una vera e propria task force. Sul posto sono intervenuti una squadra di vigili del fuoco di Codigoro, i carabinieri forestali, un veterinario reperibile dell'azienda Ausl di Ferrara ed i volontari del Cras, il Centro di recupero animali selvatici, che ha sede nell'oasi naturalistica Garzaia di Codigoro. Il rettile, un pitone reticolato di circa 2 metri e mezzo di lunghezza, illuminato dai fari, si è raggomitolato sull'asfalto. A quel punto i pompieri, per evitare che l'animale esotico potesse sfuggire alla cattura, insinuandosi in mezzo alla folta vegetazione, che affianca la Romea, con un'azione fulminea, servendosi di una pinza telescopica di un metro e mezzo di lunghezza, sono riusciti ad effettuare il recupero. Il pitone è poi stato introdotto in un sacco. Nel frattempo è stata mobilitata anche l'Enpa di Lagosanto, ma come osserva il suo presidente Marco Pozzi, "la nostra associazione di volontariato non è dotata di attrezzature idonee per il recupero e la custodia di animali esotici. La normativa CITES, al riguardo, è molto rigida. In Italia, tra l'altro, sono vietate la cattura, l'importazione e la vendita di animali esotici non microchippati. Il pitone, probabilmente è nato, in cattività, nel nostro Paese ed il proprietario ad un certo punto ha deciso di liberarsene, per i vincoli e gli impegni che comporta la sua detenzione." Ecco allora che, in attesa di individuare una dimora adeguata, con ogni probabilità un rettilario (i più vicini sono a Lignano Sabbiadoro e a Perugia), il pitone reticolato è stato affidato alle cure del Cras, gestito, nella Garzaia di Codigoro, dall'Associazione Amici degli animali, che si occupa del recupero della fauna selvatica. "Il pitone reticolato non è velenoso - riferisce Alessandro Pozzati, responsabile del Cras -, ma può mordere ed è costrittore. Uccide le prede stritolandole. Per sicurezza resta custodito in un contenitore con fori aeratori, utilizzato di norma per il recupero di gabbiani affetti da aviaria. Resterà al fresco, nella casetta. Cerca il caldo, le temperature elevate, ecco perchè è stato rinvenuto sull'asfalto caldo della Romea. Mi è stato riferito che si alimenta una volta al mese di ratti e di piccoli animali." Lo strumento di rilevazione del microchip ha fornito esito negativo. Il rettile, quindi, risulta senza proprietari (Katia Romagnoli) (foto di Filippo Rubin)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google