Lido Scacchi, rogo al Delfinus: trovate almeno due porte divelte
Rinviato a domani l’arrivo degli 007 del Niat di Bologna
Lido Scacchi Arrivano le prime certezze dopo il rogo che ha devastato, nelle prime ore di venerdì, il Bagno Delfinus, a Lido Scacchi. Carabinieri e vigili del fuoco ormai non hanno più dubbi: è stato un incendio doloso. Che qualcuno avesse dato fuoco volontariamente al cuore di questo stabilimento balneare era stato per la verità pensiero di molti. Quasi tutti, investigatori compresi. Fin dalle primissime indagini. Ora il sospetto diventa certezza. Troppi, e troppo evidenti, i punti in cui si notano segni di effrazione, come la porta a vetri laterale che dà su via Mar Jonio, e soprattutto come un’altra “apertura” che gli investigatori avrebbero trovato dalla parte opposta dello stabilimento.
Nel frattempo l’arrivo degli 007 del Niat – il Nucleo investigativo antincendio territoriale di Bologna – è stato nuovamente rimandato e ora il suo arrivo sarebbe previsto per domani mattina. Spetterà questi specialisti effettuare nuovi rilievi utili, in particolare, a fare luce su quali acceleranti (benzina, alcol, o altri) possano essere stati utilizzati per agevolare il rogo. Le fiamme hanno divorato le parti in legno e paglia della struttura e gravemente danneggiato lo spazio bar. Ieri sono proseguiti i rilievi per la parte di cui sono competenti carabinieri e vigili del fuoco di Ferrara. È stato acquisito attraverso sequestro ulteriore materiale che potrebbe essere messo a disposizione proprio degli 007 dei vigili del fuoco attesi domani. Nel frattempo l’area delimitata col nastro segnaletico bianco e rosso è sotto sequestro e nessuno – tranne gli autorizzati – può accedervi. Altro particolare che viene monitorato con estrema attenzione – e che già in altre occasioni ha consentito di far compiere alle indagini svolte decisive – è l’analisi di quanto filmato dalle telecamere di videosorveglianza di alcune attività che si trovano vicine al Bagno devastato dalle fiamme.
Le ipotesi Detto della ormai conclamata origine dolosa, per capire la dinamica – e l’eventuale movente – di questo rogo carabinieri e vigili del fuoco non tralasciano nessuna pista. Se da un lato non viene sottovalutata quella che farebbe pensare al racket ai danni dei proprietari di alcuni stabilimenti balneari, dall’altro non è scartata a priori nemmeno l’ipotesi di una ragazzata nel corso della quale a qualcuno sarebbe, evidentemente, scappata la mano. Con i disastrosi esiti noti. Quest’ultima ipotesi risulterebbe suffragata anche dal colpo (di minore entità) messo a segno al Playa Dorada Residence, a poche decine di metri dal Delfinus ma già in territorio di Lido Pomposa dove qualcuno ha cercato di dare fuoco a un cassonetto pieno di carta che si trovava vicinissimo al chiosco temporaneo allestito dai proprietari. Una pista che, se confermata, getterebbe un’ombra ancora più inquietante su quanto accaduto.
Ieri, infine, seppur lentamente, la vita balneare al Bagno Delfinus è ripresa, anche se con gli inevitabili disagi dovuti alla distruzione arrecata dalle fiamme. In attesa che le indagini di vigili del fuoco e carabinieri conducano a spazi ulteriori di luce nell’ambito di questa brutta vicenda. l
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
