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Ferrara, il Korova diventa maggiorenne: «Che avventura questi 18 anni»

Samuele Govoni
Ferrara, il Korova diventa maggiorenne: «Che avventura questi 18 anni»

I fratelli Brondi dietro al bancone dal 2005: «E c’è pure la squadra di calcio»

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Ferrara Il Korova Milk Bar di Ferrara ha compiuto 18 anni. L’ormai storico bar, aperto nel 2005 dalla famiglia Brondi e gestito dai fratelli Oscar e Rocco, è diventato maggiorenne e l’evento è stato festeggiato tra musica, amici e clienti di sempre. «Abbiamo chiamato i dj che suonarono all’apertura, gente che oggi nella vita fa tutt’altro e che anche per questo è stato bello riavere qui», spiega Rocco. Lui e il fratello maggiore Oscar sono i punti di riferimento del locale.

Primi passi «Il bar è stata un’idea dei nostri genitori - dice Rocco - Dovevamo sistemare il garage di via Croce Bianca e alla fine abbiamo aperto un locale». E continua: «Gli interni li ha disegnati tutti mia mamma; bancone compreso. Papà era andato in pensione da poco si è occupato degli aspetti commerciali e noi fratelli abbiamo pensato ai clienti. Per i primi mesi al bar ci venivano solo i nostri amici, poi pian piano la voce si è sparsa e abbiamo creato il nostro giro. Il Korova non è un bar come gli altri dove entri, consumi e vai, è più una specie di compagnia allargata; ci si conosce tutti ed è bello trascorrere il tempo assieme». Nel locale non c’è mai stata la consumazione obbligatoria, questo perché secondo i fratelli Brondi ognuno deve essere libero di fare ciò che si sente senza avere il timore di spendere o meno. «In 18 anni è successo di tutto anche se per indole tendiamo a ricordare più gli alti che i bassi. All’inizio il vicinato non ci voleva, non è stato facile, poi i rapporti si sono ammorbiditi e oggi c’è una buona convivenza». Tra i periodi più bui c’è sicuramente il lockdown, mesi duri per tutti e ancor di più per chi si trovava con un’attività in stallo.

«Per noi la famiglia viene prima di tutto, le avversità e i divari interni si superano. Non abbiamo mai fatto progetti a lunga scadenza e forse anche questo ci ha permesso di arrivare qui».

All’inizio dietro al bancone con Oscar e Rocco c’era pure Vasco, poi con Le Luci della Centrale Elettrica e l’uscita di “Canzoni da spiaggia deturpata” ha lasciato il bar per dedicarsi a tempo pieno alla musica. Tra i poster, i quadri, i soprammobili e i “reperti” che fanno del locale un posto speciale, ci sono anche i dischi di Vasco incorniciati; un omaggio di cuore al fratello cantautore.

In campo Nell’autunno 2006, spinta dall’entusiasmo della vittoria dell’Italia ai Mondiali, è nata la squadra di calcio del Korova. «Abbiamo fatto la nostra degna figura nel calcio dilettantistico, con tanto di inno e tifo. Siamo andati avanti fino al 2013 poi abbiamo smesso e tre anni fa siamo ripartiti con il calcio a 7, variante più adatta alla nostra età e alle nostre ginocchia (ride, ndr). Avere una squadra è bello: ci vediamo al bar, poi in campo e ci ritroviamo al bar. Alla fine siamo noi». Insomma, quelle quattro mura (e giardino) di via Croce Bianca 51 sono così: un po’ casa e un po’ pub. Sul nome non ci sono mai stati dubbi: «È stato Korova da subito e sarà Korova per sempre».


 

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