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Si torna in classe. Penne cancellabili, borracce hi-tech: la dotazione scolastica è stravolta

Veronica Capucci
Si torna in classe. Penne cancellabili, borracce hi-tech: la dotazione scolastica è stravolta

Effetto-Greta sulle scelte delle famiglie. E il registro elettronico elimina i diari nelle classi dei più grandi

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Ferrara L’emozione del primo giorno di scuola, l’acquisto del diario, l’odore della carta, i libri nuovi da evidenziare, il suono della campanella. Il primo giorno di scuola è un’emozione per tutti, famiglie, alunni, insegnanti. Il tempo passa, ma le emozioni rimangono le stesse, e se quelle non cambiano, si modifica però il materiale scolastico soggetto alle mode e alle tendenze del periodo. Per sapere cosa è cambiato negli ultimi dieci anni in questo settore, ci siamo rivolti alla cartoleria Brancaleoni, presente dal 1953 sul territorio, scoprendo come siano cambiati nel tempo gli oggetti che gli studenti usano in classe.

«Come cancelleria, un occhio di riguardo è al green, parecchi oggetti di uso comune, penne e zaini compresi, sono fatti con materiale riciclato. C’è una clientela di nicchia che presta molta attenzione a questo aspetto - racconta Elena Brancaleoni, la titolare - per esempio questa penna è fatta con plastica di bottiglia riciclata e anche nel fusto ricorda la bottiglia». Chi è meno giovane ricorderà la classica penna cancellabile Replay, che quando scrivevi ti lasciva le mani sporche. Adesso anche in questo settore c’è un enorme rinnovamento. «Prendono sempre più piede le penne cancellabili, di ogni tipo, da quelle ricaricabili a quelle usa e getta, meno ecologica».

Per farci un esempio, la titolare mostra una penna dall’inchiostro termosensibile, con l’effetto ad inchiostro simpatico. «Dopo aver scritto, i bambini possono soffiarci sopra con il phon caldo e il testo scompare, oppure metterlo al sole con lo stesso effetto». Nelle classi prime di scuola primaria viene consigliata la matita ergonomica per facilitare l’impugnatura corretta da parte dei bambini, e sempre ergonomici si vendono anche i pastelli a cera, i pastelli colorati, le penne, «tutti triangolari per facilitare l’impugnatura».

È presente anche una vasta scelta di materiali per mancini, dalle forbici ai pastelli, alle penne (con impugnatura al contrario) alle righe, le squadre con centimetratura al contrario. Poi, dato che nelle scatole di matite colorate finiscono sempre i soliti colori, ecco una vasta gamma di pastelli sfusi, dove comprare solo quelli necessari. Per quanto riguarda gli zaini, più si è piccoli più si ama la fantasia, per cui ecco «gli zaini dove se premi sugli spallacci questo interagisce, per esempio la pinna della sirenetta che spinna, o lo squalo per il maschio, oppure l’orecchio del coniglio che si alza e abbassa». Alle scuole medie e superiori domina il basic, «monocolore con il logo, possibilmente Eastpak o Jordan», spiega Brancaleoni. E poi tutte le etichette e microetichette su cui scrivere il nome e attaccarle sul materiale. «La parola d’ordine è personalizzare. Tutto va etichettato, dal quaderno alle penne alle matite, specie nei primi anni della scuola primaria».

Da quando è aumentata la consapevolezza ambientale, e soprattutto da Greta Thunberg in poi, a scuola non si portano più le bottiglie di plastica ma le borracce, anche queste diverse se usate da grandi o piccini. «Per i più piccoli abbiamo quelle in tritan, un materiale lavabile in lavastoviglie, leggere e facili da aprire, per i più grandini quelle termiche, che tengono sia il caldo sia il freddo». Il diario è la grande sorpresa. Alle superiori non viene più utilizzato a causa del registro elettronico. Tutti i libri di testo sono ora in tipologia mista, cioè sia cartacea che digitale, «ma ancora quest’ultimo mercato fa fatica ad imporsi. Alcune scuola danno al possibilità di scegliere cartaceo o digitale per alcune materie, ma il cartaceo è sicuramente prevalente», conclude la cartolibraia. l © RIPRODUZIONE RISERVATA

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