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Il caso

Ostellato, botte e minacce alla moglie: imputato condannato a metà

Alessandra Mura
Ostellato, botte e minacce alla moglie: imputato condannato a metà

Giudicato colpevole di lesioni, assolto per maltrattamenti

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Ostellato Un rapporto malato e un processo difficile con una verità divisa. Come divisa è stata infine la sentenza del giudice, che ha assolto l’imputato dal reato di maltrattamenti in famiglia e lo ha condannato a 9 mesi (più un risarcimento di 2.500 euro) per lesioni personali contestate per un solo episodio. La pubblica accusa aveva chiesto una condanna a 3 anni e 4 mesi.

Tutto è iniziato nel 2021 quando, dopo un’accesa lite, una donna si rivolge ai carabinieri per denunciare il suo compagno, spiegando di essere arrivata al limite e di non farcela più. Racconta di botte quotidiane e atti di violenza, come essere strattonata per i capelli, fatta cadere dalle scale, sopportare continue offese, minacce e umiliazioni. Una volta, mentre erano in macchina - riferisce agli inquirenti che raccolgono la sua deposizione - il compagno le avrebbe afferrato e piegato con violenza la testa sulle gambe. Un’altra ancora, ha aggiunto fornendo un audio che aveva registrato con il telefonino, l’uomo l’aveva trascinata per i capelli e sbattuta a terra, provocandole un trauma toracico con una prognosi di sette giorni. Per il compagno viene disposta la misura di divieto di avvicinamento, la coppia ovviamente si separa e lei va a vivere altrove, trovando un po’ di pace. Per lui invece si apre un procedimento penale per maltrattamenti e lesioni personali aggravate e finisce a processo, assistito dall’avvocato Stefano Forlani. Nel corso del dibattimento però le cose si complicano per la parte offesa. Chiamata a deporre, nel corso dell’interrogatorio da parte della difesa la donna cade in contraddizione, e nel suo racconto emergono incongruenze nella ricostruzione di alcuni episodi relativi al capo di imputazione di maltrattamenti in famiglia. In mezzo a tanto dolore, si intravvedono anche squarci di serenità e di affetto tra i due, come dimostrano vari messaggi scambiati su whatsapp. Emerge anche che era capitato che lei chiamasse il compagno anche una ventina di volte al giorno, telefonate a cui lui non rispondeva. Una quadro probatorio incerto, secondo il giudice, che alla fine ha condannato l’imputato per il solo reato di lesioni, per un unico fatto contestato, assolvendolo da quello più grave di maltrattamenti in famiglia. l

Alessandra Mura

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