Ferito al Big Town di Ferrara, indagato per tentata estorsione
L’accusa: Buzzi voleva “il pizzo” e c’era anche il 21enne
Ferrara Parte offesa per le ferite riportate nella resa dei conti mortale al Big Town; indagato per tentata estorsione ai danni dei titolari del locale. È vittima e insieme accusato Lorenzo Piccinini, il 21enne che il 1 settembre accompagnò Davide Buzzi nella spedizione punitiva al bar di via Bologna, dove il 13 agosto era morto in seguito a un malore Edoardo Bovini, il figliastro di Buzzi. Ma prima di quella notte disgraziata, in cui Buzzi portò con sé una tanica con l’intenzione di bruciare il bar, i due titolari del Big Town, Giuseppe Di Gaetano e il figlio Vito Mauro, erano stati minacciati e percossi da Buzzi che, si legge nel capo di imputazione, aveva intimato loro il versamento mensile (che chiamava “pizzo”) di 3mila euro. Pretese avanzate di nuovo il 1 settembre anche da Piccinini, che in concorso con Buzzi - è l’accusa - «facendo uso di violenza e minaccia, compiva atti idonei e diretti in modo non equivoco a costringere Vito Mauro Di Gaetano a versare la somma mensile di 3mila euro». La situazione, come è tristemente noto, poi precipitò: Piccinini venne ferito gravemente (è stato da poco dimesso dall’ospedale) Buzzi aggredito a morte. Fatti per i quali i due gestori del locale sono stati arrestati per omicidio: le difese (avvocati Ciaccia e Scafidi) hanno fatto ricorso al Riesame chiedendo per i loro assistiti gli arresti domiciliari, richiesta sulla quale ieri il tribunale si è riservato. La procura intanto ha disposto i necessari accertamenti tecnici incaricando il genetista forense Matteo Fabbri e i Ris di Parma, e ordinando un ulteriore sopralluogo. L’inizio delle operazioni è previsto per martedì.l
A.M.
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