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Verso le elezioni, il Pd di Ferrara alla prova dei fatti

Stefano Ciervo
Verso le elezioni, il Pd di Ferrara alla prova dei fatti

Il segretario Talmelli stretto tra primarie e “terzo nome”. Ma la scelta dell’anti-Fabbri resta tra Anselmo e Calafà

23 novembre 2023
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Ferrara Tutto in una notte, o quasi. Il lungo duello pre-elettorale per individuare un candidato in grado di battere Alan Fabbri alle Comunali di primavera è ormai giunto al termine, quantomeno dei tempi regolamentari. Il 90° è fissato questa sera dopo le 21, quando il confermato segretario comunale Alessandro Talmelli prenderà la parola al centro sociale Il Melo per la relazione assembleare, che dovrà per forza affrontare il nodo della candidatura, attualmente ancora contesa tra Fabio Anselmo e Laura Calafà. Talmelli dovrà insomma affrontare la titanica impresa di tenere unito il Tavolo dell’Alternativa, le cui 15 sigle si sono già spaccate a favore o contro la candidatura dell’avvocato dei casi Cucchi e Aldrovandi; e nel contempo il suo stesso partito, nel quale la faglia assume più o meno le stesse caratteristiche. Avanza nel Pd la proposta di primarie, caldeggiate soprattutto dalla componente schleiniana, che però non si sa quanto siano gradite ai due candidati (sia Anselmo che Calafà avrebbero forti riserve) e sono già state bocciate da molti alleati, a partire dal M5s, in quanto considerate “manovrabili” dai dem.

L’ultimo appello

L’appello della vigilia, l’ultimo (anche se dopo il 90° ci sono i tempi supplementari...), è firmato da Alleanza Verdi-Sinistra e Possibile, che nel tavolo sono accreditati di posizioni “calafiane”. Per le due sigle sarebbe un delitto gettare quanto è stato finora costruito, cioè «le basi per provare a costruire una città accogliente, inclusiva e non discriminante, che sia, come si diceva un tempo, “capace di futuro”, perché impegnata concretamente nella transizione ecologica e sociale, che si prende cura di tutte le persone che l’abitano e risponda alla domanda di sicurezza in tutti gli ambiti»: in sostanza, l’ossatura di programma condiviso. Per «non arrenderci alla fatalità della rottura» rilanciano «una consultazione dal basso (le tradizionali primarie o, meglio, un metodo partecipato che ne superi le controindicazioni, come propone La Comune di Ferrara), o un’ulteriore riflessione sui nomi, già proposti alla discussione del Tavolo o scaturiti dai percorsi delle diverse iniziative civiche, per trovare una proposta che sia condivisa da tutti». Il famoso “terzo nome” che più d’uno da quelle parti ha tentato di accreditare in queste settimane, con l’obiettivo anzitutto di togliere dal tavolo quello di Anselmo, ma che nel Pd in particolare non ha mai preso piede.

Cosa succede

Sta però al Pd, che non ha sentito in questi giorni squillare il “telefono rosso” della segreteria nazionale, togliere la coalizione dall’impaccio e poi verificare chi ci sta. Per arrivarci, Talmelli ha scelto un avvicinamento “civile”, molto diversa dai saluti dei partiti scelti due settimane fa dal segretario provinciale Nicola Minarelli. Si parte quindi con una tavola rotonda (ore 18) alla quale parteciperanno Chiara Bertolasi (Forum Terzo settore), Cristina Corazzari (dirigente Cosmé Tura), Davide Cristofori (Fridays for future), Alessandra De Fazio (presidentessa Consiglio studentesco Unife), Giuliano Guietti (presidente Ires), Fabio Mangolini (direttore artistico Cornucopia performing arts labs) e Rossella Zadro (Movimento federalista europeo). Dopo l’aperitivo si entra nel vivo con l’elezione e la relazione del presidente dell’Assemblea, e quella di Talmelli, con dibattito.