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A Ferrara runner, biker e spacciatori. Ancora droga sui Baluardi

Francesco Gazzuola
A Ferrara  runner, biker e spacciatori. Ancora droga sui Baluardi

Traffico a cielo aperto e nascondigli tra le crepe della cinta

04 marzo 2024
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Ferrara L’ipotesi che il giovane 27enne, salito alla ribalta della cronaca locale per non aver rispettato un blocco della Polizia, fosse stato fermato con la paletta dalle forze dell’ordine perché visto arrampicarsi sulle mura presumibilmente per acquistare droga, è destinata a rimanere tale. Al di là dell’episodio in sé, resta evidente la presenza di spaccio proprio in zona Baluardi.

La via che collega piazza Travaglio a viale Alfonso I d’Este non è nuova al problema della compravendita di droga e spesso le forze dell’ordine effettuano pattugliamenti sopra le mura cittadine con cani antidroga per scovare potenziali nascondigli o individuare spacciatori in flagranza di reato. Al proposito, circa un mese fa gli agenti del Nucleo cinofili, grazie al fiuto del cane antidroga Chloe, hanno denunciato un giovane egiziano sorpreso mentre cedeva hashish e incassava 20 euro proprio sulle mura di via Baluardi all’altezza dell’intersezione con via delle Chiodare. Questa è solo l’ultima di una serie infinita di denunce e fermi nel tentativo di limitare un fenomeno degradante come quello dello spaccio.

Sempre nella zona in questione, si ricordi la faida tra gruppi di tunisini legata alle lotte per il controllo della piazza di spaccio di via Baluardi, dove i magrebini sono rimasti confinati dopo l’ascesa dei gruppi nigeriani nella Gad e prima ancora in zona Krasnodar. Infatti, la mappa dello spaccio di droga a Ferrara ha dei settori che sembrano ben distinti per nazionalità di chi procura e distribuisce le sostanze stupefacenti. Baluardi, quindi, è prerogativa di gruppi nordafricani, che si piazzano in questa zona dove ci sono più vie di fuga per scappare facilmente in caso di individuazione. Sulle mura i pusher hanno una vista completa dell’area circostante dall’alto e cercano di smerciare le sostanze eludendo il controllo delle forze dell’ordine.

Il tratto maggiormente interessato allo spaccio di droga è quello all’altezza di via delle Chiodare. Tra runner e biker, sulle mura ci sono anche loro: gli spacciatori. I venditori sostano sulle panchine o nell’area verde della fortificazione aspettando i clienti affezionati per “fare giornata”. Le monodose di hashish, marijuana o cocaina (in minoranza) sono già pronte allo smercio: basta solo attendere l’arrivo degli acquirenti. La pazienza è una virtù importante per un pusher e gli spacciatori rimangono in zona fino al calar del sole. Non importa agire con il favore delle tenebre e la compravendita avviene ai raggi del sole, spesso sotto gli occhi dei passanti se ci si ferma ad osservare da lontano. Il sottomura è un ottimo punto di avvistamento e guardando verso il baluardo può capitare di assistere allo scambio. Molti spacciatori non hanno addosso la merce pronta da vendere e preferiscono nasconderla tra gli alberi, tra le crepe della cinta muraria o addirittura nel terreno.

Un vero e proprio commercio a cielo aperto e i venditori trovano sempre nuovi escamotage per agire indisturbati. Ma quando la richiesta è così alta, la necessità di escogitare modalità differenti per smerciare droga lascia spazio alla più fervida immaginazione. 

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