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Disastro al poligono di Portomaggiore: «Minarelli è da condannare»

Daniele Oppo
Disastro al poligono di Portomaggiore: «Minarelli è da condannare»

Chiesta in appello la pena di un anno e mezzo per l’ex sindaco. Per la procura generale deve rispondere per il disastro al poligono del 10 gennaio 2016

12 marzo 2024
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Portomaggiore La decisione è prevista per il 25 marzo, ieri il procuratore generale della Corte d’appello di Bologna ha chiesto la condanna a un anno e sei mesi di reclusione per Nicola Minarelli, ex sindaco di Portomaggiore a processo per disastro e omicidio colposi per non aver impedito l’attività del poligono dove il 10 gennaio 2016 un incendio provocò la morte di tre persone (Lorenzo Chiccoli, Paolo Masieri e Maurizio Neri). Per la procura, che aveva appellato la sentenza con la quale la giudice Giulia Caucci del tribunale di Ferrara aveva assolto l’ex primo cittadino, in qualità di autorità locale di pubblica sicurezza, Minarelli sapeva dell’esistenza del poligono, sapeva che non aveva la licenza necessaria e non si è adoperato per verificare che tutto fosse in regola, attivando gli uffici comunali preposti fino anche a impedire l’attività tramite un’ordinanza di tipo contingibile e urgente. Dopo la requisitoria del procuratore generale, ieri hanno avanzato le proprie richieste anche le parti civili (i familiari delle vittime Neri e Chiccoli, con gli avvocati Alberto Balboni e Marcello Rambaldi, Unicredit proprietaria dei muri con l’avvocato Simone Trombetti, i proprietari della casa confinante assistiti dagli avvocati Giacomo Forlani e Irene Costantino), mentre la difesa sostenuta dall’avvocato Fabio Anselmo ha ribadito l’estraneità di Minarelli a profili di responsabilità a lui non attribuibili per via, tra le altre cose, di un buco normativo relativo sui poligoni privati. Una tesi che aveva trovato riscontro nella sentenza di primo grado dove il tribunale aveva considerato che Minarelli non avesse omesso alcunché, perché non aveva alcun dovere secondo la legge, essendovi un vuoto normativo sui poligoni di tiro privati, e inoltre aveva ricevuto ampie rassicurazioni da delle autorità preposte ai controlli le cui «plurime e coincidenti rassicurazioni provenienti dagli organi tecnici interpellati», hanno «ingenerato nel Minarelli un affidamento tale da rendere impossibile ravvisare nella sua condotta forme di negligente colpevolezza». Il titolare Fabio Ghesini, aveva patteggiato una pena a tre anni e mezzo. La tragedia che sconvolse la comunità di Portomaggiore e non solo si verificò per via delle carenze di sicurezza all’interno del poligono, dove i residui incombusti degli spari si erano depositati ovunque, fino a prendere fuoco quel tragico giorno.