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Notte di sangue

XII Morelli, spedizione punitiva. La banda voleva uccidere

Annarita Bova
XII Morelli, spedizione punitiva. La banda voleva uccidere

Regolamento di conti per la droga: nei video la mattanza, testa fracassata con la zappa

04 giugno 2024
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XII Morelli Restano ricoverati al Sant’Anna di Cona Hicham, che vive a Massa Finalese, e suo cognato Yassine, i due aggrediti brutalmente lunedì in piazza a XII Morelli da una banda armata di coltelli, bastoni, cacciaviti, zappe e cric auto.

La Procura ha aperto un fascicolo di indagine e sta valutando per cosa procedere, ma non si esclude il tentato omicidio o lesioni gravissime. Uno dei due feriti, che ha poco più di 18 anni, è stato infatti colpito alla testa con una zappa ed ha riportato un importante trauma cranico oltre che la frattura del setto nasale. I due sono stati raggiunti anche dalle lame di un coltello e picchiati con il cric. È una sorta di miracolo che siano ancora vivi, solo l’arrivo dei carabinieri e la quantità di persone presenti ha fatto sì che il peggio venisse scongiurato. O forse, e questa è una delle ipotesi su cui chi indaga sta lavorando, quello dell’altra sera è stato “solo” un avvertimento. Il secondo, a dire il vero, dopo una rissa scoppiata già nella tarda serata di sabato in cui nessuno era però rimasto ferito.

La ricostruzione Ieri mattina i carabinieri di Cento hanno acquisitole schede delle telecamere di sorveglianza della pizzeria Ciro e della banca Credem. Alle 20.30 circa i due cognati si trovavano vicino al bar Arci in via Dodici Morelli. Alla sera si incontravano spesso con altre persone nei giardini dietro all’attività, in una zona abbastanza buia. La loro macchina era parcheggiata sulla strada principale. Ad un tratto una banda di circa dieci persone (sarebbero arrivati a bordo di due auto) li ha sorpresi sulle panchine e loro hanno iniziato a correre verso la provinciale, sperando di poter entrare in auto. Ma accanto al mezzo c’era già qualcuno che con dei bastoni stava spaccando vetri e parabrezza. La corsa ha continuato in verso la piazza. I ragazzi erano già feriti e a raccontarlo è la lunga scia di macchie di sangue. Uno dei due è stato bloccato sotto la pensilina del bus, l’altro si è diretto verso via Maestrola. Davanti al monumento dei caduti, è riuscito a prendere la bandiera tricolore che era stata posizionata per il 2 giugno, pensando di poter usare il pennone per difendersi. Un’illusione durata pochi secondi, e si è così diretto verso la pizzeria Ciro, riuscendo a entrare. Tra i tavolini e il fuggi fuggi generale, la vittima è stata colpita con una lama, molto probabilmente un coltello serramanico. Ferito, il ragazzo è fuggito in direzione del bar Sogno e qui il colpo finale e brutale alla testa, con una zappa. In qual momento sono arrivati i carabinieri, che hanno ricevuto decine di chiamate al 112, e la banda si è come dileguata. I due feriti sono rimasti sull’asfalto, pieni di sangue. Sul posto due ambulanze, l’automedica e l’elicottero atterrato nel campo sportivo.

Stando ad una prima ricostruzione, alla base del regolamento di conti ci potrebbero essere questioni legate al “controllo” del territorio per lo spaccio o comunque ad uno sgarro da parte dei due a persone appartenenti ad una banda rivale, che sarebbero arrivate appositamente dall’hinterland milanese. Un primo avvertimento sabato sera ma la cosa era sembrata più una rissa per futili motivi, risolta nel giro di pochi minuti. Poi lunedì subito dopo cena, la scena da film. Venti minuti o poco meno di violenza inaudita, con urla e grida che hanno lasciato senza fiato tutto il paese.

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